(Adnkronos) - La relazione della genetista Denise Albani ripercorre i passaggi di acquisizione e conservazione delle unghie di Chiara Poggi, soprattutto analizza il modo in cui il perito Francesco De Stefano ha utilizzato (e consumato) il materiale per poter redigere la relazione con cui nel processo d'appello bis ha escluso che quelle due tracce genetiche parziali, miste e maschili fossero riconducibili all'imputato Alberto Stasi. Una perizia, quella del 2014, a cui hanno partecipato le parti e che come risultato ha restituito un aplotipo Y misto, parziale e con un risultato non consolidato. Questo il dato genetico che la poliziotto Albani conferma. Il passo in più, ma che parte della premessa che quello di fronte non è un dato scientifico, è dato dall'analisi biostatistica di cui la stessa perita non risparmia di elencare le "limitazioni in termini di conoscenze e applicativi attualmente disponibili nella comunità scientifica internazionale", tra cui l'assenza di un database "che contempli la popolazione locale d'interesse". Affidandosi alla statistica se ne ricava che l'ipotesi che Andrea Sempio (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) abbia contribuito alla traccia trovata sulle unghie della mano destra "è approssimativamente da 476 a 2153 volte più probabile rispetto all’ipotesi secondo cui due soggetti ignoti di sesso maschile abbiano contribuito alla traccia mista di interesse". Tali valori si traducono in un supporto che va "da moderatamente forte a forte (sulla base della popolazione di riferimento)". La traccia genetica della mano sinistra, invece, restituisce l’ipotesi che l'indagato (e tutti i soggetti imparentati con lo stesso per via patrilineare) abbia contribuito alla traccia trovata "è approssimativamente da 17 a 51 volte più probabile rispetto all’ipotesi secondo cui due soggetti ignoti di sesso maschile non imparentati abbiano contribuito alla traccia mista di interesse", traducibile "in un supporto moderato".
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