CIVITA CASTELLANA – Era l’8 gennaio 2023 quando l’architetto Marco Salvi, nominato vescovo della diocesi di Civita Castellana, iniziava il suo ministero episcopale. Un ingresso semplice e carico di significato, segnato da parole che hanno tracciato fin da subito il cammino della sua guida pastorale: «Non ho piani pastorali, ma una priorità: quella di camminare insieme».

Una dichiarazione che, a distanza di tre anni, sintetizza la cifra profonda del suo episcopato: una chiesa sinodale, dove il cammino comunitario prevale sulla programmazione rigida, e l’ascolto diventa fondamento dell’agire ecclesiale. «Per affrontare le sfide attuali non basta sopravvivere – affermò il vescovo nel giorno dell’insediamento – c’è bisogno di sinodo. Il cammino della sinodalità è quello che Dio si aspetta dalla chiesa del terzo millennio». Un messaggio che riecheggia le parole e l’invito di papa Francesco, e che ha preso forma in questi anni nel cuore della comunità della diocesi. Tra i momenti più significativi di questo percorso, il Giubileo conclusosi pochi giorni fa, il 28 dicembre, nella Cattedrale di Civita Castellana: un anno giubilare che il vescovo ha descritto come un tempo di rinnovata passione missionaria. «Non fare di più, ma fare meglio e, soprattutto, farlo insieme», ha detto, indicando ancora una volta la via della corresponsabilità.

Marco Salvi ha più volte richiamato i fedeli a vivere la fede con slancio e convinzione: «Il credente non opera stancamente, con poca convinzione, bensì con passione e slancio, divenendo sale della terra, luce del mondo. Non è un profeta di sventura, ma portatore di ottimismo contagioso». Tre anni vissuti all’insegna dell’essenzialità, dell’ascolto e della vicinanza. Tre anni che hanno dato alla diocesi di Civita Castellana un volto più fraterno, dove il «camminare insieme» non è rimasto un’intenzione, ma si è fatto stile di vita ecclesiale.

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