CIVITAVECCHIA – Nuova tegola su Palazzo del Pincio con il Consiglio di Stato che ha respinto l'appello contro la sentenza del Tar sulla vicenda biodigestore a “Monna Felicita”.

Nel luglio 2024 il Tar del Lazio aveva infatti accolto il ricorso di Lamer Costruzioni contro il comune di Civitavecchia, annullando così gli atti amministrativi (una determinazione dirigenziale, una delibera di Giunta e una presa d'atto del Consiglio Comunale) con cui l'amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Ernesto Tedesco aveva cercato di bloccare il progetto del biodigestore in zona industriale, che aveva ricevuto il via libera della Regione Lazio ai tempi dell'amministrazione Zingaretti, a conclusione della conferenza dei servizi che aveva approvato il progetto presentato dalla società Ambyenta Lazio, partecipata da Edison, sulle aree della Lamer.

Il Tribunale aveva ritenuto illegittima la decadenza della concessione delle aree avviata dal Comune il 9 maggio 2023 contestando alla Lamer mancati adempimenti e criticità. Motivazioni che non sono piaciute al Tar che ha imposto un retrofront.

Alla sentenza era seguita, a stretto giro, una conferenza stampa convocata dal sindaco Marco Piendibene in cui si annunciava il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tribunale amministrativo regionale.

Ora il Consiglio di Stato ha bocciato il Comune e ha confermato integralmente la decisione del Tar del Lazio con il Pincio che è stato anche condannato a rifondere a Lamer 5mila euro di spese legali.

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