Di Fabio Angeloni
 

CIVITAVECCHIA – Ed eccoci allo show in TV (locale per fortuna). Format rassicurante, assessori, sorridenti e composti, che ci raccontano le magnifiche sorti e i progressi di Civitavecchia…verso il baratro. Protagonista assoluta la consolidata coppia a 5-stelle dell’Assessore all’Urbanistica, Enzo D’Antò (ex enogastronomo), e l’Assessore al Bilancio, Florinda Tuoro (dell’Agenzia delle Entrate di Civitavecchia). E il bello è che, in contemporanea, sui tavoli del Sindaco e degli Uffici, giace una devastante interrogazione consiliare – e un annesso, durissimo articolo di stampa – che svela un potenziale pasticcio finanziario così opaco da far impallidire l’Arsenico e i Vecchi Merletti.

La regia, ovviamente, manda in onda solo le luci. E nasconde l’ombra. Anzi, la voragine.

L’intervista è un manuale su come pilotare la narrazione. Si inizia con la notizia “freschissima” della stazione ferroviaria, un progetto atteso da 20 anni e sbloccato (bravo, certo). Poi, via: si passa al Fondo Immobiliare (“Civitavecchia in progress”), descritto come uno strumento geniale per sviluppare il patrimonio e sostenere il bilancio. L’Assessore Tuoro è brava, didascalica, spiega il meccanismo. Parla persino, in un passaggio chiave, di come l’operazione Fiumaretta abbia portato 12 milioni già riscossi.

E qui, amici miei, scatta il trucco di magia.

Come sono stati usati?, ma soprattutto i fondi della vendita della Fiumaretta e in mano a chi sono?. E la questione è atroce: l’acquisto dell’Area Ex-Italcementi (un’operazione da 7,8 milioni provenienti dalla vendita della Fiumaretta) si è trasformato nell’alibi per far sparire dal bilancio comunale ben 15.000.000,00.

Il risultato netto? ZERO euro per le casse pubbliche.

Mentre l’Assessore D’Antoni ci aggiorna sulla viabilità strategica Ex-Italcementi, sulle Terme e sul Mercato, e l’Assessore Tuoro si preoccupa del bilancio CSP e dell’incognita Enel, nessuna domanda, dico NESSUNA, viene posta sulla Determinazione Dirigenziale n. 5535 del 12/12/2024.

È qui che si annida la grande, colossale, imperdonabile omertà.

L’interrogazione, supportata da una documentazione implacabile, svela il “giochetto del Netto Zero”:

  1. NAMIRA SGR (la società che gestisce il Fondo, partecipata al 51 dal Comune 1313) versa al Comune 15.000.000,00 . Questi soldi, è accertato, cono parte della vendita all’ ADSP dell’area “Fiumaretta”, un’operazione PNRR16.
  2. Dei 15 milioni, solo 9 milioni sono usati come provvista per l'acquisto dell'Ex-Italcementi.
  3. I restanti 6.000.000,00 non sono andati a finanziare nuove opere18. Sono stati incassati dal Comune, ma a titolo di Canoni Arretrati per due annualità non pagate dovuti al Comune dalla SGR Namira stessa per un tortale di 12 milioni. Peccato che gli altri 6.000.000 Namira ha deciso, anziché versare anche quelli, di tenerli nelle proprie casse con buona pace dell’Assessore Tuoro che fa finta di niente
  4. L’operazione si chiude con l’acquisto dell’area (7.702.000,00 20) e la liquidazione degli oneri accessori: il risultato finale è che i 6 milioni, di fatto, hanno solo sanato un vecchio debito della SGR partecipata verso il Comune.

L’intervista dell’ex enograstronomo e della funzInaria dell’Agenzia delle entrate quindi

  • Non risponde alla domanda etica e legale: chi ha autorizzato che i fondi PNRR – destinati a progetti di “viabilità strategica” e allo sviluppo – venissero utilizzati in retrodatazione per ripianare l’inadempienza pluriennale di una società controllata dall'Ente? Nessun accenno a questo “escamotage finanziario”.
  • Non risponde alla questione della trasparenza e della correttezza gestionale 26nell’aver trasformato 15 milioni di incasso in “Netto Zero” per il bilancio comunale.

L'Ombra degli Oneri: Advisor Sconosciuto e Bonus Esagerati

Ma il festival dell'opacità non finisce qui. C’è il capitolo degli oneri accessori, le voci di spesa contestate dalla Determinazione.
Mentre rutilanti luci risplendono sul futuro della città cadono seppelliti dall’ombra anche:

  • L’Advisor Fantasma: L’interrogazione chiede conto dei 357.460,00 liquidati per attività di advisoring. Ma, soprattutto, chiede perché tale costo sia stato messo a carico del Comune anziché della SGR Namira che lo aveva nominato senza evidenza pubblica. Nell’intervista, D’Antoni parla solo in modo generale di avvalersi dell’Università Bocconi e dello studio Chipperfield per il Piano Città – una distrazione elegante – ma non risponde sull’advisor specifico di questa operazione Italcementi/Namira.
  • Gli Incentivi da 120.000,00: L’intervista loda l’enorme lavoro degli uffici. Ma il documento svela che sono stati distribuiti 120.000,00 di incentivi per un “Gruppo di Lavoro” (quota 2023 e 2024). Per lo più si tratta di Dirigenti. Ma quali “attività straordinarie” 35 hanno giustificato questo bonus, prelevato sempre dai flussi finanziari PNRR? Silenzio totale.
  • Il Controllo Analogo: La domanda più politica. Il Comune è socio di maggioranza di Namira. Ha esercitato il “Controllo Analogo” sulle procedure e sull’intera operazione di compensazione? Se sì, cacciasse le carte.

Di fronte a un’operazione così complessa – 15 milioni in entrata, 15 milioni in uscita, 6 milioni usati per sanare, ma solo in parte, un debito pregresso, Advisor strapagati e bonus – l’intervista ha scelto la strada più semplice: parlare d’altro.

Ci hanno offerto uno spot elettorale su Terme e Stazioni. Ma hanno lasciato nel buio la domanda che conta: i fondi europei per il futuro di Civitavecchia sono stati usati come un Bancomat per pagare gli scheletri del passato?

Perché, se è vero il “Netto Zero”, l’unica cosa "in forma" in questo Comune non è l'amministrazione, ma la capacità di occultare i numeri.
E questo non è un dettaglio, è il cuore della trasparenza.

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