TUSCANIA - «Il sistema per la videosorveglianza comunale è uno strumento nelle mani degli amministratori locali che, se utilizzato per giusti fini e secondo modalità corrette, il titolare del trattamento dei dati acquisiti potrà godere dei benefici derivanti dal sistema senza timore, ma se invece viene impiegato in modo improprio o sconsiderato i rischi e i danni possono essere di gran lunga superiori ai vantaggi ritorcendosi contro quando non si rispetta il Codice violando la privacy altrui omettendo di segnalare le aree sottoposte a videosorveglianza esponendo, chi installa l’impianto, a sanzioni, multe e responsabilità civile». Lo riferiscono dal Gruppo territoriale Tuscania del Movimento 5 Stelle. «Dal 2019 - si legge nella nota - il comune di Tuscania ha provveduto a far installare decine di telecamere per la videosorveglianza e il sindaco Bartolacci, in numerosi articoli apparsi sui siti web, delineando la strategia della sua amministrazione, ha dichiarato più volte che “entro la fine del 2024 arriveremo ad avere cento telecamere che copriranno l’intera area di Tuscania. Controlli in entrata e in uscita dal paese e nelle strade secondarie”. Una strategia rivelatasi fallimentare visto che, stando al provvedimento n. 730 del 4 dicembre 2025 del Garante della Privacy, invece di ottenere l’effetto desiderato si è ritorta contro chi l’aveva promossa. Infatti -sottolinea il M5S - l’autorità ha rilevato che le dichiarazioni rese dal titolare del trattamento nel corso dell’istruttoria, della cui veridicità si può essere chiamati a rispondere ai sensi dell’art. 168 del Codice, seppure meritevoli di considerazione, non consentono di superare i rilievi notificati e risultano insufficienti a consentire l’archiviazione del procedimento, vista l’illiceità della condotta del comune che ha raccolto i dati relativi alle targhe dei veicoli in transito per un esteso arco temporale, potendo così astrattamente ottenere informazioni delicate relative agli spostamenti degli interessati sul territorio comunale, agendo in maniera colposa nell’erronea convinzione di aver correttamente disciplinato il trattamento ai fini della normativa di settore in materia di sicurezza urbana. Omettendo di conformarsi pienamente alle prescrizioni dell’autorità, il comune, già destinatario di una precedente sanzione amministrativa di 4mila euro per non aver fornito pieno e tempestivo riscontro alle richieste di informazioni rivoltegli, ha ulteriormente complicato e rallentato l’istruttoria dell’ufficio del garante, connotandosi tale condotta di particolare disvalore. Il garante prosegue spiegando che la violazione ha carattere doloso, avendo il comune intenzionalmente omesso di conformarsi pienamente alle prescrizioni impartitegli, ritiene che il livello di gravità della violazione commessa dal titolare del trattamento sia alto e ordina di pagare 12mila euro a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per le violazioni rilevate. Ingiunge inoltre di limitare il trattamento in corso, vietando al titolare del trattamento ogni ulteriore trattamento dei dati personali relativi alle targhe dei veicoli in transito, acquisiti mediante i dispositivi video, di provvedere alla cancellazione dei dati relativi alle targhe dei veicoli in transito conservate nei propri archivi, di effettuare una ricognizione di tutte le telecamere di videosorveglianza presenti sul proprio territorio e di appurare, quali tra queste siano effettivamente strumentali al perseguimento della finalità di tutela della sicurezza urbana, conclude la nota del M5S.

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