Racconti dell'aria
Diverse le segnalazioni da parte dei residenti. Proliferano intanto le perdite idriche
05 Luglio 2023 - 09:00
04 Dicembre 2025 - 03:21
LADISPOLI - Pressione bassa, un filo d'acqua, così poca da non essere sufficiente ad azionare la caldaia e godersi una doccia a fine giornata o di ritorno dal mare. Sembrerebbe l'annosa questione con cui convivono i residenti delle frazioni etrusche di Mare (Cerenova e Campo di Mare) ma in realtà le segnalazioni arrivano dalla vicina città ladispolana. Da anni la Flavia Servizi e l'amministrazione comunale per cercare di ovviare alla carenza idrica soprattutto durante il periodo estivo, provvedeva in questo periodo dell'anno, ad aumentare la portata idrica sfruttando le sorgenti da cui attingeva acqua. Un potenziamento del servizio che non sempre funzionava, ma limitava di molto i danni. Ora però, a quanto pare, la situazione sembra essere cambiata. La stagione non è ancora entrata a regime, molte seconde case ancora sono vuote e i romani devono ancora traslocare, ma il problema "siccità" sembra già colpire diversi quartieri della cittadina balneare, a cominciare da quelli più a monte come ad esempio il Cerreto. Da un lato c'è chi imputa la situazione proprio al nuovo gestore idrico, dall'altra parte all'aumento di popolazione. Fatto sta che dal rubinetto l'acqua, in alcuni orari e giorni, sembra solo un miraggio.
Intanto proliferano le perdite idriche sul territorio. Dopo quella di via Duca degli Abruzzi, dove i residenti e commercianti sono rimasti per oltre due mesi con una fogna a cielo aperto, al quartiere Miami, la perdita in viale Florida ha spento le sue 15 candeline (i giorni della sua "permanenza" in città) prima di essere finalmente riparata. «Con la precedente gestione comunale della Flavia Acque questo tipo di problemi veniva risolto in 24- 48 ore al massimo», hanno evidenziato dal Partito democratico. «In sede di approvazione della convenzione con l’Acea i consiglieri del Pd avanzarono diverse richieste da inserire per essere più tutelati rispetto all'Acea: proposero ad esempio che per un periodo transitorio di almeno tre anni la squadra operativa della Flavia rimanesse stabile a Ladispoli. Nessuna delle nostre proposte fu recepita e per questo abbiamo votato contro la convenzione Comune-Acea. Oggi gli operai dell' EX-Flavia lavorano in tutta la provincia, Ladispoli viene trascurata e gli utenti pagano più di prima. È una situazione inaccettabile, bisogna reagire: il Comune cerchi di imporre un cambiamento».
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