Domenica scorsa, 31 dicembre, ricorreva il primo anniversario della morte di Papa Benedetto XVI e in tante chiese di tutto il mondo sono state celebrate messe in suffragio per il Pontefice rimasto in carica dal 2005 al 2013 e primo a rinunciare al ministero petrino dopo quasi otto secoli. Nell’ambito di queste commemorazioni è accaduto però un fatto che ha dell’incredibile, e in una diocesi non troppo distante dalla nostra: quella di Livorno.

Don Ramon Guidetti, presbitero della diocesi Liburnensee parroco della Parrocchia di San Ranieri in Guasticce, durante l’omelia si è forse lasciato un po' troppo andare nel commemorare il grande teologo tedesco salito al Soglio di Pietro con il nome di Benedetto XVI e ha tuonato contro Papa Bergoglio, affermando platealmente di non riconoscersi nell’attuale Chiesa guidata dal gesuita argentino.

Nulla di particolarmente peccaminoso, a pensarci bene. D’altronde lo stesso Papa Francesco ha sempre asserito di voler ascoltare le critiche, purché esse siano pub bliche e non semplice pettegolezzo. L’episodio non è però sfuggito alla Curia diocesana e, in men che non si dica, è arrivato in Vaticano, fino alle sacre orecchie di Francesco.

La sentenza, senza alcun tipo d’interlocuzione con il presule di Livorno, è arrivata in tempi rapidissimi, meno di 48H: scomunica latae sententiae (cioè, di fatto) e sospensione a divinis, ovvero impedimento da oggi in poi di celebrar messa. Il passo successivo – che molti in Vaticano già prevedono – è la riduzione allo stato laicale.

Si chiude così per sempre, in tempi talmente rapidi che nemmeno la Santa Inquisizione nei secoli bui della Chiesa prevedeva, la bocca ad un prete che ha commesso l’errore di parlare.

Parlare di quel non detto che angoscia tanti nella Chiesa e cioè l’insofferenza verso un Papa che via via nel corso del suo pontificato ha snaturato la dottrina storica del cattolicesimo romano, la liturgia, i capisaldi stessi del papato, allontanando sempre di più la gente comune dalle chiese e facendo crollare vertiginosamente le vocazioni.

Eppure, da questo Papa che non ha voluto abitare nel sontuoso Palazzo Apostolico e che gira su una semplice utilitaria, molti si aspettavano grandi cose ed è con rammarico che, invece, si debba fare oggi un bilancio molto modesto del suo pontificato, che da tantissimi è addirittura definito come dannoso.

L’episodio avvenuto a Livorno non è il primo e non sarà certo l’ultimo ma, come dicevano i romani, cui prodest, a chi giova? Certamente non all’unità della Chiesa e così la pensano tantissimi vescovi e cardinali che, tuttavia, per non imbattersi nella “misericordia” di Francesco, preferiscono tacere.

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