CIVITAVECCHIA – Nei giorni scorsi la Capitaneria di porto di Civitavecchia ha deferito alla Procura della Repubblica il comandante di un traghetto a seguito di emissioni fumose non conformi, risultate evidenti, abbondanti, dense e persistenti.

Durante i quotidiani controlli in porto che vengono svolti durante gli approdi delle navi, anche attraverso i sistemi di videosorveglianza presenti presso la Sala operativa della Capitaneria di Porto, è stato accertato che la nave, un traghetto di bandiera italiana, produceva in fase di accensione e durante la manovra di uscita dal porto di Civitavecchia, delle continue e dense emissioni fumose, evento che risultava essere del tutto anomalo rispetto alla normalità delle operazioni portuali.

Per tale motivo al comando di bordo è stato contestato il reato dell’Art. 674 del Codice Penale “getto pericoloso di cose” in relazione all’emissione di fumi molesti e dell’Art.650 del Codice Penale in relazione all’inosservanza di quanto disciplinato dall’Ordinanza n. 92 della Capitaneria di Porto di Civitavecchia che già dal 2009 dettava precise disposizioni per limitare al massimo le emissioni di fumo in area portuale.

Oltre agli aspetti penali, sono stati disposti anche una serie di accertamenti  tecnico-amministrativi sulla nave per una verifica addizionale agli impianti di bordo, ai motori, ai generatori e ad ogni elemento che possa aver contribuito al fenomeno della eccessiva fumosità. In particolare è stata analizzata anche la correttezza delle certificazioni e dei componenti installati nei motori in relazione all’NOx (ossidi di azoto).

Al fine di raccogliere tutti gli elementi necessari per le ipotesi di reato contestate, la Direzione Marittima del Lazio ha interessato anche gli altri comandi delle Capitanerie di porto dove opera la nave. Per tali motivi è stato delegato al personale specializzato della Capitaneria di Porto di Palermo un campionamento al combustibile utilizzato dalla nave per accertare che la qualità del gasolio in uso rientrasse all’interno dei parametri fissati per legge. Ciò anche in ragione della designazione nel maggio 2025 del Mar Mediterraneo come una Sulphur Emission Control Area (SECA) che vieta l’utilizzo di combustibili con tenore di zolfo superiore al 0,1%.

«Rimane costante e alta l’attenzione della Capitaneria di porto nella sua attività di controllo e repressione dei comportamenti a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini – spiegano infatti dal comando – proseguono nel 2026 i controlli documentali ai certificati IAPP (International Air Pollution Prevention), alle certificazioni ed ai componenti dei motori in relazione all’NOx (ossidi di azoto) a cui si aggiungono una serie di campionamenti eseguiti al combustibile in uso sulle navi con specifiche verifiche alla documentazione attestante il regolare rifornimento effettuato nei vari porti del mediterraneo e nel mondo».

Da inizio anno sono stati effettuati 7 campionamenti di combustibile e 13 verifiche amministrative a bordo del naviglio nazionale e straniero in arrivo nel porto laziale. Il bilancio del 2025, intanto, aveva visto un costante impegno ispettivo con più di 100 controlli amministrativi, 21 campionamenti di combustibile e l’elevazione di una sanzione amministrativa da 30.000 euro a carico di un traghetto nazionale e la denuncia di due comandanti di navi passeggeri straniere per eccessiva fumosità.

«La Capitaneria di porto di Civitavecchia, da tempo impegnata nella più ampia attività di monitoraggio e controllo delle motonavi che scalano il porto  di Civitavecchia, nell’ambito degli obiettivi di sicurezza della navigazione e di tutela dall’inquinamento marino-costiero – hanno aggiunto - continuerà l’opera di monitoraggio, prevenzione e sensibilizzazione sull’argomento. Proprio a seguito degli interventi della Guardia Costiera, anche in virtù di specifiche direttive della locale Autorità Giudiziaria per casi simili a quelli sopra descritti, si è assistito nel tempo ad una notevole riduzione della fumosità delle navi».