Il delegato al Demanio marittimo Pierpaolo Perretta sulla situazione relativa al tratto centrale del lungomare
04 Maggio 2024 - 10:00
24 Febbraio 2026 - 08:14
LADISPOLI - Parte la stagione balneare 2024 e torna sempre l'annosa questione: quel "divieto di balneazione" che accompagna il tratto centrale del lungomare ladispolano: 1,8 chilometri di costa dove fare il bagno sarebbe vietato perché "circondato" a destra e a sinistra da due foci. Quella del Vaccina da una parte e del Sanguinara dall'altra. Tutta colpa di una «normativa» che «penalizza in modo incredibile, iniquo e illegittimo» la città balneare, come sottolineato dal delegato al Demanio marittimo Pierpaolo Perretta intervistato ieri mattina a News&Coffee (la rassegna stampa in diretta tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 9.30 visibile sulla pagina Facebook e sul canale Youtube di Civonline). In sostanza, la presenza di due foci fluviali, in passato, era sinonimo della possibile presenza di «scarichi» o della possibile presenza di un collegamento ai «troppo pieno dei depuratori» che poi andavano, appunto, a scaricare acqua sporca e inquinata direttamente a mare. «Per queste circostanze queste foci» vengono accompagnate, «a prescindere» dal «divieto preventivo». Insomma: il divieto di balneazione «non nasce da un problema di inquinamento» ma da una "necessità" di prevenire, non accompagnata, in città, da diverso tempo ormai, da «campionamenti» perché «non essendoci inquinamento non è necessario monitorarle», spiega ancora il delegato al demanio marittimo del comune ladispolano per il quale, dunque, si tratta di un divieto «ingiustificabile». Che fare dunque? Perretta ha le idee chiare: chiedere agli uffici competenti della Regione Lazio di andare a sanare queste «anomalie», andando a modificare «il decreto del Presidente della Regione che - basandosi su una legge mal applicata» di fatto rende "non balneabili" il tratto di costa del centro cittadino. «In quest'ambito - insiste ancora Perretta - non sono stati mai fatti campionamenti, non è mai stato indicato che il divieto insiste per una questione di inquinamento». «Le acque sono eccellenti». Si tratta dunque di un «danno di immagine ingiustificato». «È giusto che Ladispoli abbia il corretto riconoscimento. Se si è trattato di una impostazione non corretta, andiamo a correggerla».
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