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CIVITAVECCHIA - Un “Protocollo anti movida” modellato sulle esperienze già sperimentate con successo in diversi comuni italiani, tra cui ad esempio Milano, e in linea con la visione strategica di Confcommercio nazionale nell’ambito del progetto Cities, dedicato a sicurezza, vivibilità urbana e qualità delle aree commerciali. E’ la proposta di Confcommercio Litorale Nord, alla luce delle crescenti criticità registrate nelle ore serali e notturne.
«Negli ultimi mesi si sono moltiplicati episodi problematici: - afferma Luciani di Confcommercio - rumori oltre gli orari consentiti, abusi legati all’alcol, abbandono di contenitori in vetro, comportamenti antisociali, fino ad arrivare a risse e litigi sempre più frequenti, in alcuni casi seriamente rischiosi per la vita delle persone. Sono stati registrati anche episodi che coinvolgono ragazzi minorenni, un dato particolarmente allarmante che richiede interventi immediati, coordinati e strutturali - sottolineano da Confcommercio - Le istituzioni stanno già intervenendo: punizioni dirette ai responsabili. Confcommercio accoglie con favore il fatto che le istituzioni si stiano già operando in modo deciso per contrastare i fenomeni più gravi: identificazione specifica dei responsabili; sanzioni dirette verso chi commette atti di disturbo o violenza; Daspo di zona per chi reitera comportamenti pericolosi, fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’arresto».
«Questa è la direzione corretta: colpire chi causa il problema, non chi lavora rispettando le regole - aggiunge l’associazione - La maggior parte dei locali rispetta le norme: serve una tutela chiara. La quasi totalità delle attività di somministrazione rispetta norme, orari, regolamenti e investe in personale e sicurezza. Non è accettabile che, troppo spesso, le conseguenze ricadano sulle attività anziché su chi commette materialmente gli abusi». Quindi le indicazioni sul protocollo: «Il nuovo protocollo dovrà distinguere con precisione tra responsabilità dell’esercente e responsabilità del cliente; prevedere sanzioni dirette ai clienti che generano schiamazzi, disturbo, degrado o violenza; tutelare i locali virtuosi; riconoscere che esistono situazioni oggettivamente ingestibili senza un intervento coordinato tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni».
Una collaborazione già avviata sul territorio
Il percorso che porterà al protocollo è già iniziato. «Confcommercio Litorale Nord ha infatti incontrato la Polizia Locale, che ha dato piena disponibilità alla cooperazione; incontrato la Polizia di Stato, che ha confermato l’importanza di un sistema di controllo coordinato; parlato con decine di attività commerciali all’interno dei Comitati dei Commercianti di Quartiere, tutte disponibili a collaborare per tutelare chi lavora nel rispetto delle regole e isolare chi si comporta in modo scorretto. Questa rete di confronto conferma che esistono basi solide per un protocollo efficace».
Un protocollo condiviso tra Comune, Prefettura e territorio
«Il documento dovrà coinvolgere: Comune di Civitavecchia; Prefettura; Polizia Locale e forze dell’ordine; Asl Rm4; associazioni di categoria; comitati dei commercianti di quartiere; enti educativi e terzo settore – sottolinea Confcommercio – Con azioni strutturate quali: limitazioni all’asporto di alcolici nelle ore sensibili; divieto di vetro/lattine nelle aree critiche; controlli mirati sui comportamenti dei clienti; sicurezza sussidiaria formata a supporto dei locali; interventi educativi verso i giovani, specie in relazione al crescente coinvolgimento dei minorenni; pulizia straordinaria delle aree ad alto afflusso; campagne comunicative sulla legalità e sul divertimento responsabile; coordinamento costante con i comitati di quartiere».
Un obiettivo chiaro: una città vivibile, sicura e giusta
«Confcommercio Litorale Nord intende contribuire alla costruzione di una movida sicura, ordinata, rispettosa dei residenti, che premi chi rispetta le regole e isoli chi non lo fa».
«L’importanza del progetto Cities – spiega il presidente di Confcommercio Litorale Nord, Graziano Luciani – sta nel fatto che oggi abbiamo a disposizione decine di azioni già avviate e testate in altre città italiane, strumenti concreti che possono essere riproposti, adattati e cuciti sulle esigenze specifiche della nostra realtà. Questo ci permette di intervenire con metodo, esperienza e soluzioni che hanno già dimostrato la loro efficacia, offrendo al territorio un modello moderno, equilibrato e realmente applicabile».
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