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CIVITAVECCHIA – «Siamo sinceramente preoccupati per quanto sta accadendo nella nostra città, anche perché ci sembra che l'attuale politica dimostri di nn sapere governare i difficili processi di cambiamento che stanno coinvolgendo la nostra città».
Lo dicono dall’associazione Civitavecchia c’è intervenendo in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che, in sostanza, dà il via alla realizzazione dell’impianto.
«Il negare – proseguono -, sempre negare a tutti i costi non permette una buona disamina del problema, come il preferire difendere l'interessi di "bottega” piuttosto che quelli della città creano situazioni ristagnanti senza un buon esito finale. Purtroppo i problemi sono tanti, da ultimo quello del costruzione di un Biodigestore di 120.000 t. nel nostro territorio addirittura sì può dire aderente al centro abitato, che oltre agli inevitabili danni ambientali nell'aria, nell'odore, nel terreno, produce danni al traffico, alle strade, alla vita quotidiana degli abitanti delle zone limitrofe ecc. A parte queste negative considerazione che già in se stesse dovrebbero bastare per opporsi fortemente e con tutti i mezzi a questo scellerato progetto ,non possiamo nn evidenziare che questo sia potuto accadere solo grazie alla complicità di Istituzioni sopra Comunali che nel salvaguardare altre Città, non hanno avuto il minimo rispetto del nostro territorio, ormai considerato terreno di conquista da tutti».
Secondo Civitavecchia C’è «così è stato anche nelle procedure che hanno determinato la scelta di costruire il Biodigestore nel nostro territorio ed il rilascio delle successive autorizzazioni. Analizzando queste ultime, fino alla sentenza del Consiglio di Stato, che sembrerebbe abbia dichiarato il ricorso del Comune " improcedibile perché nn è stata impugnata correttamente l'autorizzazione unica rilasciata dalla Città Metropolitana" un atto autonomamente lesivo, così aggiunge che ci obbliga alcune riflessioni. Ma la Città Metropolitana perché ha rilasciato quella autorizzazione? Ma non aveva forse l'obbligo almeno morale, di discuterla con l'Amministrazione Comunale? Il Comune, se era contrario, perché non ha impugnato la dichiarazione positiva della Città Metropolitana? Insomma la Città Metropolitana ha deciso per noi, Senza dirci niente oppure ci ha informato e noi non abbiamo capito o peggio? Comunque sta di fatto che per l'ennesima volta i cittadini di Civitavecchia finiscono per subire una ingiustizia, un' altro progetto di un privato che passa sopra la loro testa, con tante conseguenze negative e niente vantaggi. Sarà ora di dire basta? Noi lo diciamo ,siamo pronti ad opporci anche fisicamente purché questo progetto non venga realizzato, ma certo che per avere un buon risultato dobbiamo essere in tanti. Dopo ciò deve essere presa in considerazione con forza la divisione da Roma.e dalla politica Romana – concludono da Civitavecchia c’è – che sempre ci vede soccombere».
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