CIVITAVECCHIA – «Sono nata e cresciuta a Civitavecchia e da sempre mi impegno nella vita civile e politica della nostra città. Nel corso degli anni mi sono sempre spesa, senza distinzione di parte, ogni qualvolta ho ritenuto giusto farlo, mettendo al centro l’interesse collettivo, la tutela dei diritti e la dignità delle persone».

Inizia così una nota di Roberta Galletta, ex candidato Sindaco ed ex delegata del Pincio, dopo il caos di questi giorni in merito alle vertenze Acapo e Nuova Sair e al concorso per l’assunzione di 30 coadiutori amministrativi a tempo determinato nella Asl Roma 4.

«Ho anche avuto l’onore – prosegue - di candidarmi alla carica di Sindaco della città e avendo ormai un ruolo più che pubblico nella nostra Civitavecchia ricevo sollecitazioni a prendere posizione su quello che vedo con i miei occhi ogni giorno, sulle difficoltà di famiglie e lavoratori della nostra comunità e su questioni che toccano la vita quotidiana della popolazione e per questo sento il dovere di intervenire, con senso delle istituzioni, equilibrio e spirito costruttivo, su una vicenda, quella delle lavoratrici e dei lavoratori amministrativi e sanitari delle cooperative Acapo e Nuova Sair che sta generando forte preoccupazione sociale e occupazionale nel nostro territorio. Ritengo necessario richiamare l’attenzione delle autorità competenti su questa gravissima situazione perché le recenti scelte organizzative della direzione Generale ASL Roma 4 stanno producendo una condizione di grave incertezza occupazionale per decine persone, molte delle quali con anni di servizio alle spalle, competenze consolidate e un ruolo essenziale nel funzionamento quotidiano della struttura sanitaria. Le conseguenze di tali decisioni non sono soltanto amministrative e sanitarie ma profondamente sociali, perché incidono sulla stabilità economica di famiglie spesso monoreddito, con figli minori e carichi familiari rilevanti».

Galletta aggiunge: «Mi permetto, con la dovuta discrezione, di richiamare anche la mia esperienza personale, non per rivendicare posizioni, ma per testimoniare il clima di smarrimento che attraversa molti lavoratori. Ho partecipato al recente concorso con 16 anni di anzianità, una laurea del vecchio ordinamento, un Master universitario di II livello, una Scuola di alta formazione riconosciuta dal ministero dell'istruzione in via di conclusione e una pubblicazione. Nonostante una prova valutata più che positivamente, e non mi permetto di aggiungere altro, da chi ha assistito il punteggio attribuito è stato il minimo previsto, 37/60 con una collocazione che non consente alcuna prospettiva di stabilità essendo arrivata 41'. Tuttavia, desidero affermarlo con assoluta chiarezza: la mia posizione personale è secondaria rispetto alla condizione di chi oggi si trova in una situazione di maggiore fragilità. Per questo motivo, qualora fosse possibile individuare soluzioni che tutelino i lavoratori più esposti, dichiaro sin d’ora la mia disponibilità a rinunciare alla mia posizione in graduatoria, se ciò potesse rappresentare un concreto strumento di solidarietà verso chi è in condizioni economiche e familiari più difficili delle mie. Credo fermamente che le istituzioni, a ogni livello, abbiano il dovere di valutare soluzioni equilibrate e inclusive, capaci di coniugare il rispetto delle procedure con la tutela dell’occupazione, evitando di disperdere professionalità costruite in anni di servizio pubblico».

Galletta rinnova «l’invito ad attivare un confronto serio, trasparente e responsabile tra Direzione aziendale, Regione, rappresentanze istituzionali e lavoratori, al fine di individuare percorsi che garantiscano continuità lavorativa, giustizia sociale e qualità dei servizi sanitari. Resto, come cittadina e come persona che ha sempre vissuto l’impegno pubblico come servizio, pienamente disponibile a contribuire a qualsiasi iniziativa di dialogo che vada in questa direzione, nella convinzione che la forza delle istituzioni si misuri anche dalla loro capacità di non lasciare indietro nessuno. Mi sento di proporre un percorso istituzionale che metta al centro della negoziazione le seguenti priorità.:

1. l’attivazione di un tavolo di confronto istituzionale tra Direzione Aziendale, Regione Lazio, rappresentanze degli Enti Locali, sindacati e lavoratrici e lavoratori interessati;

2. una valutazione approfondita dell’impatto occupazionale delle scelte adottate e delle possibili alternative;

3. l’individuazione di soluzioni transitorie o strutturali che consentano la tutela dei livelli occupazionali e la valorizzazione delle professionalità già presenti;

4. la garanzia di trasparenza, equità e responsabilità sociale in tutti i processi decisionali che incidono sul lavoro e sui servizi pubblici.

Resto a disposizione delle Istituzioni competenti per contribuire, con spirito di servizio e senso di responsabilità, a qualsiasi percorso di confronto che abbia come obiettivo la salvaguardia del lavoro, la tutela delle famiglie e il rafforzamento della sanità pubblica locale. La credibilità delle istituzioni – conclude – si misura anche dalla loro capacità di non lasciare indietro nessuno e di assumere decisioni che tengano insieme legalità, giustizia sociale e interesse generale».

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