ALLUMIERE - Ad Allumiere il dibattito politico si concentra sul bilancio comunale dopo l’approvazione del documento di previsione 2026/2028 avvenuta nei giorni scorsi in Consiglio. Il provvedimento è passato con 9 voti favorevoli su 13, un esito che conferma la compattezza della maggioranza ma che presenta un aspetto rilevante sul piano politico: tra i votanti favorevoli figura infatti anche il consigliere di opposizione Alessio Sgriscia, esponente di Fratelli d’Italia. La scelta di Sgriscia, in un contesto istituzionale che generalmente vede maggioranza e opposizione contrapposte sui temi economico-finanziari, rappresenta un elemento significativo perché dimostra che il documento contabile è stato ritenuto sostenibile e coerente anche da una parte della minoranza. Le contestazioni sono arrivate dagli altri membri dell’opposizione, i quali hanno dipinto un quadro problematico della situazione economica del Comune paventando criticità strutturali e difficoltà future nella garanzia di servizi e attività rivolte ai cittadini. L’amministrazione ha scelto di rispondere in modo netto e articolato alle ricostruzioni critiche, respingendo con decisione ogni ipotesi di dissesto o squilibrio.

Il sindaco Landi, alla guida del Fronte Civico, ha definito alcune delle affermazioni circolate negli ultimi giorni come una narrazione distorta e infondata, tesa esclusivamente a generare allarme e a produrre un danno di immagine all’Ente e a chi lo amministra. Secondo il primo cittadino dichiarazioni che «evocano dissesti, debiti o sprechi non solo non trovano riscontro nella documentazione ufficiale, ma si inseriscono in un clima politico che privilegia la polemica e la suggestione rispetto ai dati».

Il sindaco ha ricordato che «da tre anni la gestione finanziaria è pienamente sotto la responsabilità dell’attuale amministrazione e che i risultati pubblicati nella sezione trasparenza del sito istituzionale mostrano un miglioramento progressivo di numerosi indicatori». In particolare risulterebbero in crescita «il risultato di amministrazione, l’equilibrio tra parte corrente e investimenti e la capacità dell’Ente di mantenere i saldi previsti dalla legge». Un ulteriore elemento messo in evidenza è l’aumento dell’addizionale IRPEF incassata negli ultimi anni, letto come conseguenza dell’incremento reddituale complessivo del territorio. Secondo l’amministrazione «questi dati non vanno usati come occasione per rivendicazioni politiche, ma sono un fatto oggettivo che testimonia una gestione finanziaria ordinata e prudente. Il punto più sensibile del bilancio è rappresentato dal taglio del Fondo Enel, voce storicamente centrale nel bilancio del Comune di Allumiere. La riduzione sfiora i 400 mila euro e ciò ha prodotto un impatto severo in un contesto già rigido, nel quale aliquote e tasse erano state portate al massimo nei mandati precedenti, lasciando di fatto pochissimo margine di manovra».

L’amministrazione sostiene che «questa amputazione delle entrate ha colpito soprattutto il settore della socialità e della cultura, ambiti che negli anni hanno rappresentato il cuore pulsante della vita comunitaria. Per evitare contraccolpi eccessivamente traumatici, l’esecutivo sta puntando sulla partecipazione a bandi, sulla progettazione strutturata e sulla riduzione mirata di alcune spese non essenziali, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire nel giro di alcuni anni una struttura finanziaria più solida e capace di sostenere le attività che caratterizzano la comunità allumierasca».

Il clima politico che accompagna il bilancio non è però sereno. Il sindaco ha denunciato quella che definisce una vera e propria “macchina del fango”, utilizzata per alimentare sfiducia e per imporre una versione dei fatti che non rispecchierebbe la realtà contabile dell’Ente. A suo dire «l’uso di termini come dissesto o pre-dissesto non servirebbe a stimolare un confronto costruttivo, ma al contrario contribuirebbe a creare confusione e ad allontanare i cittadini dalla comprensione dei temi amministrativi». Il primo cittadino ha inoltre invitato la popolazione a «verificare in autonomia gli atti pubblicati, ritenendo che il miglior antidoto alla disinformazione siano proprio i documenti ufficiali accessibili a chiunque». La vicenda del bilancio apre inevitabilmente scenari politici interessanti. Da un lato la maggioranza rivendica con forza la correttezza della gestione e il miglioramento degli indicatori negli ultimi anni; dall’altro alcune componenti dell’opposizione insistono sulle difficoltà presenti e su un futuro che potrebbe essere reso più complesso dal venir meno di una quota importante di risorse storiche. In mezzo resta il voto favorevole di Alessio Sgriscia, che rappresenta un elemento di equilibrio e che introduce un segnale di pragmatismo istituzionale all’interno di un dibattito spesso caratterizzato da toni accesi.

Nelle conclusioni della sua replica pubblica il sindaco ha ribadito che «la politica locale dovrebbe recuperare sobrietà e rispetto», ricordando che «la qualità del confronto è un valore in sé e che gli atti amministrativi devono essere analizzati per ciò che sono e non attraverso lenti deformanti». La frase conclusiva scelta dal primo cittadino riassume la linea dell’amministrazione: «I fatti sono questi. Il resto è rumore». Una chiusura che, al di là delle posizioni di ciascuno, segna l’intenzione dell’esecutivo di proseguire su una strada che rivendica come seria e coerente, e che rimanda al Consiglio e ai cittadini la responsabilità di valutare sulla base dei dati e non delle percezioni.

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