DON IVAN LETO*

Il racconto evangelico di questa domenica presenta una domanda da parte del Signore che si potrebbe dire che appare un po’ “assurda”. Il Maestro chiede a Bartimeo, cieco, che lo cerca ansiosamente, poiché sa che Lui è capace di tutto: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». È chiaro uno cieco vorrebbe tornare a vedere. Perché il Signore pone domande di questo tipo? Certo, Cristo conosce ciò di cui ciascuno ha veramente bisogno, conosce le prove e i limiti che segnano l’esistenza umana. Ma il Signore pone la domanda perché in fondo si rischia di cadere nella logica di non chiedere più un aiuto perché talmente assuefatti dalla propria condizione personale tanto da accettare la propria situazione e di sentirsi come dei casi irrecuperabili e che, di conseguenza, non c’è miracolo che possa salvare. Nel caso del cieco Bartimeo egli sa bene di essere cieco, sa che è un limite pesante e sa pure che il Signore può liberarlo da questa condizione, perciò si rivolge al Maestro. Che cosa vuoi che io faccia per te? è al contempo una dichiarazione di totale disponibilità da parte del Signore e una sua richiesta. Questo atto di fiducia non è poi così scontato: chiedere al Signore di essere guariti dai mali e dalle prove che tormentano la vita, appare un’operazione rischiosa, in quanto il Signore entra con dirompenza nell’esistenza di ciascuno e guarisce anche da quelle situazioni che non si riesce a percepire e comprendere. Il cieco non aveva solo il problema della mancanza della vista, ma anche quello di una vita povera, da mendicante, un’esistenza statica, a margine, ferma lungo la strada. Lasciando agire liberamente il Signore, Bartimeo non solo ritrova la vista, ma si rialza, getta il mantello dietro cui ha nascosto le sue fragilità e si mette in movimento, autonomamente, da uomo libero. L’atto di fede, come per Bartimeo, è una sfida che chiede a ognuno di affidarsi totalmente al Signore, con la certezza che Egli riesce a scovare quei disturbi nascosti che rattristano la vita, donando non solo la salute, ma la salvezza.

*Parroco di Sant'Antonio Abate

Torrimpietra-Fiumicino