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CERVETERI - Non esistono, all'interno del plesso Montessori, spazi tali da poter ospitare nuove classi provenienti dal plesso Consalvi. A dirlo, nero su bianco, è l'istituto Giovanni Cena.
IL FATTO
L'amministrazione comunale, ha annunciato una riorganizzazione degli spazi da destinare agli istituti comprensivi del territorio. Via i container da Furbara col ritorno dei bambini nel plesso di Piazza Pagliuca a Due Casette, al momento occupato da alcune classi della Salvo D'Acquisto che saranno trasferite in via Castel di Guido. E poi ancora, via le classi dell'infanzia del Cena dal plesso Consalvi che saranno trasferite al plesso Montessori.
LE PROTESTE
Subito dopo l'annuncio del Comune non sono mancate le proteste sia del dirigente scolastico della Salvo D'Acquisto che ha evidenziato come la decisione sia stata presa unilateralmente dall'amministrazione comunale. A protestare anche i genitori della Consalvi e ora anche la dirigente scolastica dell'istituto Giovanni Cena.
LA RELAZIONE
A finire sotto i riflettori la mancanza di spazio, all'interno del plesso Montessori, di spazi dove poter ospitare i bambini dell'infanzia della Consalvi. "Il locale in esame - si legge nella relazione - allo stato attuale configura un secondo atrio funzionale a un'uscita di emergenza ed è contemporaneamente utilizzato quale zona di transito per l'accesso ai locali di servizio destinati al personale docente e agli addetti al piano". Caratteristiche che "ne rendono improprio l'utilizzo come ambiente didattico, sia sotto il profilo funzionale sia sotto il profilo della sicurezza". Ma non solo: "Il locale è privo di superfici finestrate idonee a garantire un adeguato ricambio d'aria naturale, risultando dotato esclusivamente di porte". Insomma «l'ipotesi di trasferimento delle classi del plesso Consalvi, basata su tale presupposto è da ritenersi tecnicamente impraticabile. L'edificio opera già alla massima saturazione della propria capacità ricettiva», scrive la dirigente scolastica Brigida Di Marcello. «Sollecitiamo quindi una rettifica della delibera di Giunta e auspichiamo che da questo momento in avanti l’Amministrazione comunale avvii un dibattito costruttivo con la Scuola, per prendere decisioni che tengano conto del benessere dei bambini e di non privare la collettività di servizi indispensabili. Le logiche economiche non possono mai prevalere sulle logiche sociali. E soprattutto bisogna garantire ai nostri bambini e alle loro giovani famiglie la libertà di scelta educativa, la libertà di scelta della struttura da loro ritenuta più idonea, la libertà di scelta tra le offerte formative del territorio», conclude la dirigente.
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