CIVITAVECCHIA – La Uil Fpl interviene per chiarire la grave situazione che sta interessando la Asl Roma 4, una «condizione che rischia di compromettere seriamente sia i diritti dei lavoratori sia la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini».

A intervenire è Alessandro Mattei, responsabile del Dipartimento sanità pubblica Roma e Lazio Uil Fpl e responsabile territoriale del sindacato per la Asl Roma 4 che spiega: «Tra Dicembre 2025 e Gennaio 2026 due cooperative, Acapo e Nuova Sair, hanno concluso il proprio rapporto contrattuale con la Asl Roma 4 senza alcun rinnovo. La cessazione di tali contratti ha comportato l’uscita di numerose unità di personale, sia amministrativo sia oss, che garantivano il regolare funzionamento dei servizi sanitari e territoriali. A fronte di questa perdita di personale, le poche unità programmate per la sostituzione risultano del tutto insufficienti rispetto alle reali necessità operative, determinando una situazione di forte sofferenza organizzativa. Il personale rimasto è oggi sottoposto a carichi di lavoro eccessivi, con inevitabili ricadute sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza delle prestazioni».

La Uil Fpl, attraverso il proprio dirigente sindacale territoriale Mattei e la segreteria aziendale Margherita Curti Ruggiero, ha più volte richiesto formalmente all’Azienda la trasmissione del Piano di fabbisogno «di tutto il personale del comparto – proseguono dal sindacato -, documento indispensabile per comprendere le reali necessità organiche e programmare interventi strutturali. Tali richieste sono state avanzate anche tramite note ufficiali, l’ultima delle quali inviata in data 31 dicembre 2025, senza che a oggi sia pervenuto alcun riscontro. Parallelamente, la Uil Fpl ha chiesto di stabilire in modo chiaro e formale il minimo assistenziale per tutte le strutture della Asl Roma 4. La definizione di questo parametro è fondamentale anche per determinare con certezza il contingente di personale da garantire in caso di sciopero, nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali e dei diritti dei lavoratori. Dalle verifiche sindacali emerge che, in assenza di una definizione ufficiale del minimo assistenziale, il personale infermieristico, il personale oss e amministrativo operano già in condizioni di estrema criticità, senza un quadro di riferimento chiaro e condiviso». La Uil Fpl, tramite i propri rappresentanti sindacali, chiede la presentazione immediata del Piano di Fabbisogno del personale; il ripristino di un organico adeguato, in sostituzione del personale cessato e la definizione formale del minimo assistenziale.

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