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Licenziamenti alla Opel, l’ira degli operai: “Basta strumentalizzazioni”

Licenziamenti alla Opel, l’ira degli operai: “Basta strumentalizzazioni”

Fiumicino. I lavoratori puntano il dito contro i politici

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FIUMICINO – «I lavoratori della Opel Italia sono gli organizzatori della Marcia del Lavoro che si terrà a Fiumicino il 16 novembre 2019 e rifiutano strumentalizzazioni a chiunque si addebiti tale paternità e auspicano la partecipazione e solidarietà di tutte le forze politiche e sindacali, come già espresse durante il consiglio straordinario del Comune di Fiumicino». Così, in una nota, gli operi della Opel Fiumicino, lo storico stabilimento sito nel quartiere di Parco Leonardo dalla fine degli anni ’60. La chiusura, secondo quanto viene dichiarato dai vertici, è stata decisa in base ad un piano di riorganizzazione aziendale. Una decisione che lascia a casa ben 62 operai e la cui età media si aggira intorno ai 50 anni. Lavoratori che, dopo aver trascorso una vita all’interno della struttura del litorale, cadono nel dramma del ricollocamento in una fascia di età a “rischio”. La procedura di licenziamento collettivo in questione è stata definita “esubero”: significa che avendo una natura strutturale, l’azienda non farà ricorso ad alcun tipo di ammortamento sociale, ne sarà possibile ricorrere al part-time.


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