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Torna a ruggire il motore dell’aereo giallo

Torna a ruggire il motore dell’aereo giallo

Fiumicino. Durante il restauro conservativo dello storico velivolo, in corso di svolgimenti a Forlì, ritrovata l'incisione di un manutentore sardo. Il T-6 North American, posizionato all’ingresso del Centro Tecnico Rifornimenti dell’Aeronautica Militare, tornerà al suo posto su via Portuense non appena saranno concluse le operazioni di ripristino del mezzo

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FIUMICINO – E’ tornato a ruggire il motore dell’aereo giallo di via Portuense. E l’episodio che accompagna la rinascita di questo velivolo del secolo scorso, aggiunge un pizzico di fascino in più alla storia di uno degli aerei d’addestramento più famosi del mondo, divenuto ormai anche uno dei simboli di Fiumicino. Il T-6 North American, posizionato presso il Centro Tecnico Rifornimenti dell’Aeronautica Militare, infatti, lo scorso marzo, è stato smontato e trasportato fino a Forlì, dove è stato preso in “cura” dal 2° Gruppo Manutenzione dell’Aeronautica per una ristrutturazione conservativa. 
Gli “acciacchi dell’età” e la continua esposizione agli agenti atmosferici avevano infatti reso necessari una serie di interventi per il rinnovo della livrea che avrebbero riportato il T-6 gli antichi splendori, mantenendo la particolare colorazione che lo caratterizza. E’ stato proprio durante una di queste operazioni di restauro che è avvenuta la scoperta inaspettata: a bordo è stata ritrovata una incisione di un manutentore sardo, oggi ottantenne. L’uomo è stato rintracciato e, felicissimo, ha spedito foto e manuali tecnici originali. Così, dopo 40 anni dopo la sua ultima accensione il motore del T-6 ha ripreso a rombare come un tempo, in attesa di tornare a far bella mostra di sè a Fiumicino.Quello che era situato a ridosso del quartiere di Parco Leonardo è uno tra gli aerei d’addestramento più famosi del mondo. Il suo primo volo avvenne quasi un secolo fa, nel 1935, a Baltimora. Costruito in migliaia di esemplari durante e dopo il secondo conflitto mondiale, il T-6 viene impiegato anche nelle guerre che caratterizzano la seconda metà del ‘900: Corea, Vietnam, Congo, Biafra, Medio Oriente e America Latina. L’ultimo volo di un T-6 italiano si compie nel febbraio 1980. Impiegato sopratutto da Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Italia e Francia, è l’unico aereo a potersi fregiare del titolo di “pilot maker”, ovvero forgiatore di piloti.


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