CIVITAVECCHIA - «Il sindaco Cozzolino oggi si ricorda delle sue radici ambientaliste, parla di rinnovabili, ma dimentica di non aver fatto nulla per cinque anni quando è stato al governo della città, cancellando 300 milioni di euro di investimenti sulle rinnovabili, che oggi avrebbero consentito di avere una strada già tracciata». Non usa mezzi termini il leader della Svolta Massimiliano Grasso, intervenendo alla luce della contrarietà espressa dal Sindaco dopo le dichiarazioni del manager di Enel Carlo Tamburi sulla riconversione a gas della centrale di Tvn. 

«Enel deve chiarire alla città di Civitavecchia quale è il complesso dei progetti su questa area - ha sottolineato Grasso - gli investimenti sulle rinnovabili devono essere fatti qui, prima che altrove. Nel frattempo, come scritto chiaramente nel programma elettorale della coalizione, tutti i tetti e le coperture disponibili in zona industriale, nell’area portuale e sugli edifici pubblici della città, dovranno essere utilizzati, coinvolgendo anche Enel, come superfici per il fotovoltaico e si dovranno definire da subito altre iniziative per ampliare le possibilità di produzione di energia da fonti rinnovabili». Per Grasso le  dichiarazioni del direttore Italia di Enel Tamburi non possono che destare preoccupazione per la città per il futuro di Tvn. «Quanto prospettato infatti non può che apparire come un voler prendere tempo da parte di Enel - ha infatti aggiunto -  in attesa evidentemente di definire una strategia, che ad oggi o non esiste ancora, o comunque non vuole essere rivelata alla città». Ed il capogruppo della Svolta ha quindi ribadito quello che più volte è stato detto, ossia che il gas rappresenta una soluzione improbabile e totalmente insoddisfacente per Civitavecchia. «Dal punto di vista ambientale e sanitario, infatti, presenta criticità paragonabili, ad esempio sul fronte delle micro-particelle, a quelle del carbone, oltre che per quanto concerne le emissioni di anidride carbonica; - ha ricordato - sotto l’aspetto occupazionale, dopo la breve fase di trasformazione dell’impianto, la situazione sarebbe addirittura peggiore di quella di Tvs, con appena 30-40 persone che potrebbero far funzionare la centrale. Il turbogas, nemmeno a ciclo combinato almeno nella prima fase, avrebbe inoltre un rendimento inferiore a quello della concorrente Torre Valdaliga Sud di Tirreno Power, che negli anni scorsi era arrivata alle soglie del fallimento. Quindi è del tutto evidente come sia improbabile che il gas possa, anche per aspetti geopolitici e di costo dell’energia - ha concluso Grasso - costituire la soluzione definitiva alternativa al carbone».