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Omicidio Vannini, un drappo nero sulla facciata del Comune

Omicidio Vannini, un drappo nero sulla facciata del Comune

I cittadini già nella giornata di ieri avevano issato un drappo vicino alllo striscione di Marco, sostituito oggi con una bandiera nera dal sindaco Alessandro Grando. L'iniziativa per protestare contro la sentenza di secondo grado che ha derubricato il reato a carico di Antonio Ciontoli da omicidio volontario con dolo eventuale ad omicidio colposo - VIDEO

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LADISPOLI – Un drappo nero da questa mattina sventola sulla facciata del Comune di Ladispoli, proprio accanto allo striscione di Marco Vannini. Un segno di protesta, “civile”, contro la sentenza di secondo grado che ha derubricato il reato a cairco di Antonio Ciontoli da omicidio volontario con dolo eventuale a omicidio colposo. A issarla sulla facciata del Comune è stato il sindaco Alessandro Grando in persona. «È una sentenza che non merita nemmeno di essere rispettata – ha detto il primo cittadino – È assurdo che la vita di un ragazzo venga valutata in cinque anni di condanna per chi è stato il suo assassino. La città di Ladispoli non accetta questa sentenza e in maniera civile reagisce come può». 
«Oggi – ha proseguito ancora il Sindaco – abbiamo posto questa bandiera e ringrazio Tiberio e tutte quelle persone che sono sempre state al fianco della famiglia Vannini, per aver proposto questa iniziativa». Una bandiera nera per esternare la rabbia di una città intera. Una bandiera nera per dire a gran voce che «la giustizia non ha fatto il suo dovere». «Noi – ha aggiunto Grando – non ci arrendiamo. Per noi, per la città, giustizia non è stata fatta». SEGUE

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