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Inchiesta lavori pubblici: «Atti diretti a turbare le procedure di gara»

Inchiesta lavori pubblici: «Atti diretti a turbare le procedure di gara»

Diverse le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Civitavecchia nei confronti del vicesindaco Gianpiero Nardelli. Dall’opposizione Tondinelli: «Ho visto turbamento tra gli indagati ma penso anche alle pressioni subite dalla dipendente Paciotti»

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BRACCIANO – Nel terremoto generato dall’indagine della Procura di Civitavecchia sui Lavori pubblici che ha investito il Comune di Bracciano con 17 indagati tra amministratori, funzionari comunali e imprenditori, è finito, non solo il sindaco Giuliano Sala, ma anche il vicesindaco Giampiero Nardelli. Per lui molti i coinvolgimenti nell’ambito dei lavori pubblici. Il vicesindaco è accusato di aver procurato intenzionalmente «a privati imprenditori un vantaggio patrimoniale ingiusto tentando di convincere il funzionario comunale Sodano di non far risultare o di occultare la falsità ideologica della dichiarazione di inizio lavori prodotta dagli stessi imprenditori». Ma non solo. Il vicesindaco Nardelli, secondo la magistratura inquirente, avrebbe consentito «l’accelerazione delle politiche amministrative in materia urbanistica ed edilizia», e garantito, «facendo in modo che fossero evitati, i controlli su i relativi cantieri». Per la Procura Nardelli, inoltre, parlando con tale Claudio avrebbe rilevato notizie che «avrebbero dovuto rimanere riservate». Nardelli, in sostanza, avrebbe compiuto «atti idonei e diretti in modo non equivoco a turbare le procedure di gara che sarebbero state indette dal Comune di Bracciano». Dall’opposizione, non esulta, a seguito del concretizzarsi di molti esposti fatti negli ultimi mesi, il consigliere di Bracciano Armando Tondinelli, dopo le notizie collegate alle perquisizioni di giovedì scorso.

«Purtroppo c’è solo che da preoccuparsi per quello che sta accadendo e per i danni che i cittadini di Bracciano stanno pagando», dice a caldo Tondinelli. «Dalle notizie che trapelano sembra che gli inquirenti stanno portando avanti in maniera rigorosa le indagini. In questo periodo ho fatto il mio dovere di cittadino e di consigliere comunale di opposizione, denunciando le cose delle quali ritenevo vi fossero possibili reati e ribattendo politicamente a ciò che invece non ritenevo giusto per il bene di Bracciano», continua il consigliere. E sulle ripercussioni politiche che ha avuto questo tsunami Tondinelli non si sbilancia: «Si tratta ancora della fase di indagine. Vedremo se si andrà ad un processo e quali saranno le conclusioni che trarrà la magistratura. Di fronte a quelle si potranno fare ragionamenti politici concreti».

Nel frattempo la vita amministrativa del Comune va avanti e nei prossimi giorni verranno presi ancora difficili decisioni per il futuro della città. Su questo Tondinelli chiarisce: «Non so come l’amministrazione riesce a prendere ancora decisioni con tutti i ricorsi ed i procedimenti amministrativi in atto. Il Comune ha un bilancio tremendamente condizionato dall’esito di numerosi procedimenti. La situazione è quindi ingessata ed al collasso. Ci si attende a breve la proposizione in consiglio di assestamenti di bilancio sui quali almeno fino a venerdì scorso i revisori erano ancora dell’avviso di non rilasciare parere favorevole». Tondinelli però non nasconde la concitazione del momento: «Ho visto molto turbamento da parte degli amministratori coinvolti giovedì dalle perquisizioni nelle loro abitazioni, ma sono tante le persone che in questi mesi hanno vissuto situazioni di tensione. Mi viene da pensare ad esempio alle pressioni subite da Antonella Paciotti, dipendente del Comune di Bracciano, alla quale va ancora oggi tutta la mia vicinanza».


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