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Moscherini: ''Un segnale di compattezza della maggioranza''

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La maggioranza non riesce ad eleggere Francesco Cappellani alla prima votazione, ma non demorde forte non solo della dimostrazione di compattezza data nella votazione anche della chiara debolezza dell’opposizione, che dopo aver presentato un tris di candidature, comincia ora anche a perdere pezzi.
Una situazione che dunque difficilmente si tradurrà in un nuovo tentativo di mediazione prima del prossimo Consiglio, fissato per martedì 19 giugno, quando è prevista una doppia votazione, la prima delle quali sempre a maggioranza dei due terzi.
A dirsi fiducioso è però proprio il sindaco Gianni Moscherini, che ha detto di augurarsi «che il dibattito serrato che si è registrato nel corso del Consiglio di lunedì, evolva in positivo nei prossimi giorni. D’altra parte – afferma, raggiunto telefonicamente sulla strada di ritorno da Roma, dove aveva appena incontrato il presidente Marrazzo – non posso non dichiararmi soddisfatto del grande segnale di compattezza e di unità dato dalla maggioranza, tanto da riuscire anche ad attirare sul nostro candidato, Francesco Cappellani, il consenso di un esponente dell’opposizione. La speranza è naturalmente che questi confronti possano al più presto trasformarsi in una vera e fattiva collaborazione, che abbia come obiettivo esclusivamente il bene della città».
Di tono più rammaricato invece il commento del vicesindaco Gino Vinaccia, che nel corso della seduta aveva difeso davanti agli attacchi della minoranza la scelta del sindaco di presentare una propria candidatura alla presidenza e di chiedere su quella un consenso sia alla maggioranza che all’opposizione. «Mi sono dispiaciuti – afferma il vice sindaco – alcuni dei toni utilizzati nel corso del dibattito. E purtroppo credo di dover rilevare che almeno una parte del centro sinistra non abbia ben compreso la portata dell’apertura fatta dal primo cittadino, presentandosi per la prima volta al cospetto della minoranza per chiedere una convergenza sul presidente del Consiglio e offrendo in cambio presidenze di commissioni e deleghe e dunque responsabilità reali, oltre che posizioni importanti, nella gestione dell’intera macchina amministrativa. Mi auguro che nel prosieguo della discussione a prevalere siano il desiderio di dialogo ed il senso di responsabilità politica».
Gli occhi sono ora puntati dunque sulla seduta del prossimo 19 giugno, quando, salvo sorprese dell’ultima ora o la moltiplicazione dei franchi tiratori, si dovrebbe ripetere una situazione pressoché identica a quella di lunedì. Anche Gaglione e De Paolis sembrano infatti intenzionati a ripresentare la propria candidatura, che di fatto indebolisce quella di Porro. In ogni caso, che il centro sinistra riesca o meno a recuperare il franco tiratore, difficilmente l’assemblea riuscirà a darsi un presidente prima della terza votazione.


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