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Aggressione al barbiere, si indaga a 360 gradi

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CIVITAVECCHIA – Non si fermano all’arresto del trentenne civitavecchiese E.D.Q. le indagini dei carabinieri in merito al pestaggio del barbiere 45enne, aggredito a gennaio tra piazza Saffi e piazza Calamatta. I militari dell’Arma, infatti, stanno indagando a 360 gradi per ricostruire il quadro che si nasconde dietro questo episodio. Il trentenne, a quanto pare, è accusato di essere il mandante del pestaggio, eseguito materialmente e con violenza dal 35enne S.P. arrestato nell’immediatezza dei fatti dalla Polizia di Frontiera. I carabinieri, infatti, vogliono capire il motivo dell’aggressione: se si sia trattato di una questione di lavoro o di un rapporto tra i due, vittima e mandante, che va approfondito. Non si esclude alcuna pista, in questo senso. I militari sono arrivati al 30enne, raggiunto giovedì sera da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Marco Mazzeo, a seguito di un’intensa attività di indagine: hanno ascoltato diverse persone e ascoltato delle intercettazioni telefoniche, ricostruendo innanzitutto il legame tra il mandante e l’aggressore, convinto ad operare con la promessa di spartirsi l’ingente quantità di denaro rapinata, i 4 mila euro. Ora invece l’attenzione si concentra sul rapporto tra il mandante e la vittima, tuttora da chiarire. In questo caso potrebbe essere utile l’interrogatorio di garanzia che si terrà probabilmente lunedì in carcere.
Intanto sempre i carabinieri sono impegnati anche su altri fronti. A quanto pare infatti i militari dell’Arma avrebbero acquisito la petizione protocollata lunedì scorso in Comune e presentata dai residenti della zona tra viale Adige, viale Baccelli e via Sabatini. Gli abitanti, costituitisi in comitato già nel 2006, hanno consegnato al sindaco Moscherini 100 firma per avere chiarimenti sull’area ex Enel dove attualmente è in costruzione un palazzo nonostante una delibera del 2008 che indicava uno svincolo stradale, spazi pubblici attrezzati ed arredo urbano in considerazione della forte densità edilizia della zona. Anche in questo caso i carabinieri vogliono vederci chiaro.


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