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Marco Del Lungo muro e faro del 7bello: agli Europei di Belgrado l’Italia supera la Croazia 13-10 e conquista una semifinale dal valore enorme e determinante nel percorso continentale. Un vero e proprio quarto di finale mascherato, una sfida da dentro o fuori contro una delle potenze storiche della pallanuoto mondiale, affrontata dagli azzurri con carattere e grande spirito di sacrificio.
La partita è stata durissima sin dalle prime battute, segnata da ritmi spezzati, continue espulsioni e da un pressing altissimo dei balcanici che ha messo spesso in difficoltà la manovra italiana. L’Italia è partita bene, trovando soluzioni offensive e costruendo un primo vantaggio, ma nel corso del match ha dovuto fare i conti con il ritorno veemente della Croazia, capace di rientrare più volte in partita sfruttando le superiorità numeriche.
Nei momenti più delicati, però, è salito in cattedra Marco Del Lungo. Il capitano azzurro è stato il vero faro della squadra, decisivo tra i pali e fondamentale sul piano mentale. Le sue parate nel terzo tempo, in particolare quella istintiva e ravvicinata su Loncar, hanno cambiato l’inerzia della gara, spezzando l’assalto croato proprio quando l’Italia sembrava in affanno. Nel quarto periodo, con la Croazia all’arrembaggio, Del Lungo ha blindato la porta, trasmettendo sicurezza a tutta la difesa e guidando i compagni con autorità.
Il finale premia la maggiore lucidità del 7bello, che allunga fino al 13-10 definitivo, suggellato dal gol a porta vuota di Ferrero. Una vittoria che vale tantissimo e che spalanca le porte della semifinale contro la Serbia padrona di casa, una delle sfide più affascinanti e difficili dell’intero torneo.
Da Civitavecchia, intanto, in tanti stanno seguendo e tifando per Del Lungo, orgogliosi di vedere il proprio campione trascinare l’Italia sul palcoscenico europeo. Con un capitano così, il sogno azzurro può continuare.
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