la polemica
26 Febbraio 2025 - 17:03
26 Febbraio 2026 - 03:20
CIVITAVECCHIA – Anpi e Ardite si dicono contrari all’intitolazione della rotonda davanti a Varco Fortezza a Malfalda Molinari «una senatrice del Movimento Sociale Italiano, rappresentante di un'organizzazione politica –hanno sottolineato da Anpi - che mai ha condannato il fascismo colpevole dei nostri anni più bui. Riteniamo tale iniziativa profondamente inopportuna e in aperta antitesi rispetto alla celebrazione dell'80° anniversario della Liberazione. Chiediamo pertanto al Sindaco e all'Amministrazione comunale, ove tecnicamente possibile, di revocare l'atto e, contestualmente, di voler organizzare un incontro con il gruppo dirigente dell'Anpi. L'antifascismo è ora, è sempre. Come la Resistenza».
Dello stesso avviso il gruppo delle Ardite: «La nostra battaglia per l'intitolazione di luoghi, vie, piazze e strade alle donne non può essere fraintesa. Come donne, femministe ed antifasciste – spiegano – prendiamo pertanto parola per dire: facciamo attenzione. Non basta essere donna, per rappresentare le nostre lotte e le rivendicazioni di cui siamo portatrici da anni. Le nostre proposte e i nostri diritti appartengono ad una visione del Paese diametralmente opposta a quelle della destra che rappresentava il Movimento Sociale Italiano. Come donne e femministe ci riconosciamo storicamente nei valori della nostra Costituzione, democratica e antifascista. La nostra storia e il nostro impegno è volto all’affermazione dei diritti di tutti e di tutte, dell’autodeterminazione e della libertà femminile, delle popolazioni migranti, delle cittadinanze negate, di una vera cultura ambientalista legata alla coscienza del limite e dell’importanza di dire no, alle guerre e all’inquinamento, per un Paese capace di opporsi ai poteri guerrafondai e di includere e valorizzare le proprie risorse. Lo diciamo a voce alta, fiere della nostra autonomia, perché siamo sempre state impegnate a contrastare le scelte messe in atto anche dai partiti di ispirazione democratica che hanno promosso leggi e politiche finanziarie che hanno precarizzato il lavoro, indebolito la scuola pubblica, privatizzato e reso fragile il Sistema Sanitario Nazionale, sotto finanziato i centri antiviolenza, attaccato i consultori. Riproponiamo con forza la nostra volontà di veder intitolate spazi di memoria della nostra città alle prime donne elette democraticamente e portatrici dei valori fondanti della democrazia».
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