«Oggi il centrodestra a Viterbo non c'è più. E' un dato di fatto inesorabile». E' l'amara constatazione di Giulio Marini, uomo di quel centro all'interno delle forze di destra fin da quando fu fondato da Berlusconi nel 1994. Una constatazione che diventa commento all'anatema lanciato venerdì dal coordinamento provinciale azzurro con cui si comunica che «Forza Italia – Provincia di Viterbo interrompe ogni forma di collaborazione con Fratelli d’Italia». Che i rapporti tra i due partiti, soprattutto in Provincia, non fossero idilliaci era cosa nota - l'idea del 'campo largo' non è mai piaciuta ai meloniani - ma a provocare la deflagrazione è stata in particolare la vicenda dei concorsi su cui il capogruppo FdI Luca Giampieri ha presentato richiesta di accesso agli atti. Sollecitato a rilasciare un commento sulla 'scomunica' azzurra, Giulio Marini premette: «Non ho conoscenza delle loro decisioni perché mi sono estromesso dal coordinamento provinciale il 27 gennaio. Non condividendo le loro scelte sto facendo una vita politica per conto mio». Una scelta che viene da lontano «in quanto, non so se sono lungimirante, ma avevo previsto almeno per quanto mi riguarda quello che è accaduto». Un cambio di passo nella linea politica che Marini identifica con la data del 17 dicembre 2021, data a cui fa risalire anche la 'scomparsa' del centrodestra a Viterbo. «Sapevo che l'accordo che riguardava la Governance della Provincia sarebbe stata in un rapporto con il Pd e non avrei potuto condividere questa scelta, quindi automaticamente mi sono estromesso». E ciò che sta accadendo per Marini «sono le conseguenze. Non faccio sciacallaggio politico in merito ai concorsi, ho appreso le notizie tramite la stampa ma, salvo vicende di cui non sono a conoscenza, ribadisco che a oggi penso di aver fatto la scelta più sensata per la mia storia. Nel breve termine Marini non prevede particolari ripercussioni in quei Comuni in cui Forza Italia e Fratelli d'Italia governano insieme. Le ricadute, secondo lui, potrebbero riguardare «le scelte strategiche per il futuro ma ripercussioni attuali non sono visibili. Al momento la conseguenza più evidente è la distanza che si sta aprendo nel centrodestra». «Oggi non c'è più il centrodestra a Viterbo», ribadisce e, per sottolineare quello che sembra ormai un fatto ineluttabile, rimarca: «Non vedo le segreterie regionali e nazionali provare a ricucire questi strappi e, anche se poi andiamo alle Regionali e in altri appuntamenti elettorali tutti insieme, resta il dato di fatto che il centrodestra non c'è più». Per Giulio Marini il 'peccato originale' di questo "ginepraio" che ha portato nelle ultime ore all'interruzione di ogni forma di collaborazione tra Forza Italia e il partito della Meloni - 'reo' per gli azzurri anche di trattare «in maniera irrispettosa e autoritaria le altre forze di centrodestra» - ha avuto origine già con le Comunali di due anni fa a Viterbo «quando alcuni componenti del partito si sono schierati con il centrosinistra». E rivendicando la coerenza di uomo di centrodestra, afferma: «Ho sempre avuto amicizie importanti con elettori ed esponenti del Pd ma non sono del partito democratico e non ho nessun interesse a coltivare un'alleanza col Pd. Quando la Schlein dice che lei è alternativa al centrodestra ha ragione, perché io sono alternativo al centrosinistra».

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