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CIVITA CASTELLANA
17 Gennaio 2025 - 17:09
25 Febbraio 2026 - 22:04
CIVITA CASTELLANA è stata teatro di un importante incontro per coordinare le azioni contro la possibile costruzione di un deposito unico di scorie nucleari nella provincia di Viterbo. L'evento, ospitato dal sindaco Luca Giampieri, ha visto la partecipazione di sindaci, associazioni, comitati e rappresentanti regionali, tutti uniti nell'intento di scongiurare il progetto Sogin che ha individuato 21 aree potenzialmente idonee nel territorio. «La battaglia contro il nucleare si può vincere solo con la mobilitazione di tutti, istituzioni, popolazione e associazionismo», ha dichiarato Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della via Amerina e delle Forre, sottolineando l'importanza dell'unità d'intenti. «La possibilità che arrivino 95mila metri cubi di scorie è reale - ha aggiunto -. Abbiamo presentato osservazioni e ricorsi. Porteremo la nostra battaglia anche in Europa, se necessario. Dobbiamo mandare un messaggio forte a chi ha la responsabilità di decidere e parlare alla popolazione, casa per casa, strada per strada». L'assemblea ha delineato un percorso di mobilitazione che prevede due nuove manifestazioni: il 6 aprile a Montalto di Castro e l'11 maggio a Corchiano; una raccolta firme per sensibilizzare l'opinione pubblica e dare forza alle istanze del territorio. Tra le proposte emerse durante l'incontro, c’è quella di un tavolo di coordinamento. Il consigliere regionale Novelli (Movimento 5 Stelle) ha suggerito un tavolo permanente in Regione Lazio con sindaci, tecnici, ingegneri e portatori di interesse; mentre il sindaco di Fabrica di Roma, Claudio Ricci, ha proposto un'azione congiunta con tutti i sindaci e i presidenti Romoli e Rocca per portare la questione all'attenzione del governo. I sindaci di Montalto di Castro, Emanuela Socciarelli, e di Canino, Giuseppe Cesetti, dal canto loro, hanno ribadito con forza: «La nostra provincia ha dato fin troppo in fatto di discariche, impianti Fer e geotermia. Non può essere considerata la discarica d'Italia».
Attualmente, l'iter si trova nella fase di valutazione ambientale strategica. Seguiranno l'aggiornamento e l'approvazione della Cnai, la valutazione di eventuali autocandidature (finora inesistenti) e l'intesa Stato-Regione. «Passeranno anni», ha affermato Rodolfo Ridolfi, presidente del comitato per la salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia, «per questo è importante non abbassare la guardia. Le nostre osservazioni sono giuste, noi siamo dalla parte della ragione e questa deve essere la nostra forza».
Giulio Zelli, presidente della commissione Ambiente in Regione Lazio, ha espresso fiducia: «Sono fiducioso che questo deposito non si farà perché tutto quello che è stato detto e promesso a livello politico è stato rispettato. Il presidente Rocca si è sempre battuto contro il deposito. È una promessa che è stata fatta al territorio».
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