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il nuovo fronte aperto

Svincolo autostradale: è battaglia

A Santa Lucia nasce un comitato per contrastare la nuova uscita tra via Tirso e la Braccianese Claudia

Svincolo autostradale: è battaglia

Si apre un nuovo fronte di protesta in città. Un gruppo di residenti della zona di Santa Lucia ha deciso di organizzarsi e scendere in campo contro il progetto del nuovo svincolo autostradale previsto tra via Tirso e via Braccianese Claudia. Nella giornata di sabato 14 marzo si è infatti costituito spontaneamente il “Comitato per il No allo svincolo autostradale su via Tirso/Braccianese Claudia”, formato da circa un centinaio di cittadini della zona che annunciano battaglia contro l’opera. Secondo i promotori del comitato, l’iniziativa nasce dopo aver preso atto della volontà dell’amministrazione comunale di portare avanti il progetto. Un intervento che, sostengono i residenti, avrebbe conseguenze pesanti per l’intera area di Santa Lucia. Nel mirino finiscono in particolare i possibili effetti legati all’aumento del traffico, all’inquinamento e al consumo di suolo, oltre al rischio di espropri di proprietà private. «Si tratta di un progetto scellerato che devasterà un’area di grande pregio ambientale – spiegano i rappresentanti del comitato – con disagi intollerabili per centinaia di famiglie.» I residenti temono inoltre ripercussioni anche lungo tutta la Braccianese Claudia, con possibili impatti sul traffico che, a loro dire, potrebbero arrivare fino a piazzale della Pace. Alla base della protesta c’è anche una valutazione sull’utilità dell’opera. Secondo il comitato, il nuovo svincolo sarebbe sostanzialmente superfluo perché a poca distanza esiste già la bretella con l’uscita di Civitavecchia Porto. «Il risparmio di tempo per i mezzi pesanti sarebbe minimo – sostengono – e non giustifica affatto un’altra colata di cemento e la trasformazione radicale di un quartiere». Il gruppo di cittadini parla apertamente di un’ennesima “servitù” per il territorio e denuncia il rischio che, ancora una volta, la città debba pagare il prezzo di opere considerate poco utili a fronte di finanziamenti consistenti.

Il comitato annuncia inoltre di aver già dato mandato a legali e tecnici di valutare il progetto e di avviare tutte le azioni necessarie per cercare di bloccarlo. Parallelamente, i residenti non escludono iniziative pubbliche e forme di protesta per impedire la realizzazione dell’opera. La mobilitazione è quindi solo all’inizio, ma il clima appare già acceso. «Basta speculazioni sulla pelle dei civitavecchiesi», è lo slogan con cui il nuovo comitato promette di portare avanti quella che si annuncia come l’ennesima battaglia urbana sul futuro del territorio.

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