l'almanacco civitavecchiese
CARO CARBURANTI
15 Marzo 2026 - 16:18
23:08
Asino catalitico realizzato AI
Il mese di marzo 2026 si sta distinguendo per una nuova e pesante impennata dei prezzi dei carburanti, con ripercussioni dirette su automobilisti e settori produttivi.
Il rincaro riguarda sia la benzina sia, in maniera ancora più evidente, il gasolio, i cui prezzi continuano a salire nelle stazioni di servizio.
In molti impianti la benzina viene ormai venduta tra 1,78 e 1,85 euro al litro, mentre il diesel ha sfondato la soglia dei 2 euro, arrivando a superarla di slancio soprattutto nei distributori autostradali o nelle modalità di rifornimento con operatore.
Le cause di questo aumento sono molteplici. Da una parte pesano gli equilibri internazionali sempre più instabili: la crisi in Medio Oriente e il recente attacco all’Iran hanno avuto un impatto diretto sulle quotazioni del petrolio sui mercati globali, contribuendo a spingere verso l’alto il costo della materia prima.
A incidere è però anche la normativa fiscale entrata in vigore con la legge di bilancio 2026. Il provvedimento ha infatti equiparato le accise su benzina e gasolio, fissandole entrambe a 0,067 euro per litro e cancellando il precedente vantaggio fiscale riservato al diesel. La conseguenza è stata un aumento strutturale del prezzo del gasolio, stimato mediamente tra i quattro e i cinque centesimi al litro.
Sul prezzo finale influisce inoltre il sistema di tassazione: la IVA, infatti, non viene applicata soltanto al costo industriale del carburante, ma anche alle accise, determinando un ulteriore incremento dell’importo pagato dai consumatori.
Le associazioni dei consumatori continuano a monitorare la situazione. Secondo il Codacons, lungo alcune tratte autostradali si registrano punte che possono superare i 2,30 euro al litro. “È diventato davvero pesante fare rifornimento – racconta un automobilista incontrato davanti a una pompa di benzina – soprattutto per chi utilizza l’auto ogni giorno per lavoro”.
Le ricadute sono particolarmente evidenti nelle realtà con una forte vocazione logistica, come Civitavecchia. Qui il caro gasolio sta mettendo in difficoltà il comparto dell’autotrasporto, dove gli operatori segnalano continui aumenti che rischiano di rendere non più sostenibili molti servizi. Per questo motivo la categoria chiede interventi concreti da parte delle istituzioni per contenere i prezzi e l’introduzione di una tariffa minima di sicurezza per il trasporto delle merci.
Situazione complessa anche per il settore della pesca, già provato nei mesi scorsi dal lungo fermo legato alla ricollocazione delle attività durante i lavori di riqualificazione del porto. L’incremento del carburante rappresenta ora un ulteriore elemento di difficoltà. “Le nostre imbarcazioni arrivano a consumare anche mille litri di carburante al giorno – spiega un pescatore – e questo significa spendere circa cinquecento euro in più rispetto a prima. Così diventa complicato continuare”.
Per quanto riguarda il Lazio, il prezzo medio regionale si attesta attualmente intorno ai 2,037 euro al litro per il gasolio e a 1,806 euro per la benzina. Si tratta tuttavia di valori indicativi, che possono variare sensibilmente a seconda che si scelga il self service o il servito e in base alla presenza sul territorio di distributori indipendenti o grandi marchi.
Proprio per offrire un punto di riferimento agli automobilisti è stato introdotto l’obbligo di esporre il prezzo medio regionale presso gli impianti. Un dato utile per capire se il costo praticato da un distributore è in linea con la media oppure sensibilmente più elevato.
In un contesto di aumenti così diffusi, trovare soluzioni non è semplice. L’unica possibilità resta quella di confrontare con attenzione i prezzi esposti e, quando possibile, orientarsi verso mezzi a maggiore efficienza energetica. In alternativa, la scelta più sostenibile – anche dal punto di vista ambientale – resta ridurre l’utilizzo dell’auto, privilegiando spostamenti a piedi o in bicicletta e limitando l’uso dei veicoli ai casi davvero indispensabili.
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