l'almanacco civitavecchiese
Cronaca
16 Marzo 2026 - 18:27
Arresto della Guardia di finanza
Un arresto che ha lasciato increduli sportivi e addetti ai lavori e il diretto interessato. Nei giorni scorsi lo storico allenatore di pallanuoto Marco Pagliarini è stato arrestato dalla Guardia di finanza in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere legata a una condanna per bancarotta fraudolenta.
Secondo quanto emerso, il provvedimento deriverebbe dal fallimento di una società di cui Pagliarini risultava amministratore. Il procedimento giudiziario, particolarmente pesante nei suoi confronti, si è concluso con una condanna a tre anni e mezzo di reclusione, pronunciata nel giugno 2025 e divenuta definitiva dopo il mancato ricorso in appello.
A rendere ancora più sorprendente la vicenda è la circostanza, riferita da fonti vicine all’indagine, secondo cui l’allenatore non avrebbe mai partecipato personalmente alle udienze del processo. Nel corso dell’iter giudiziario gli sarebbe stato assegnato un avvocato d’ufficio e diversi appuntamenti in tribunale sarebbero stati disertati dall’imputato, fino alla conclusione del procedimento con la sentenza di condanna, verso la quale, non avendo evidentemente avuto Pagliarini conoscenza di quanto stesse avvenendo, non è stato presentato appello, né la richiesta di attenuanti, facendo sì che la pesantissima sentenza passasse in giudicato.
L’arresto è arrivato nei giorni scorsi, quando i militari delle fiamme gialle si sono presentati alla porta di Pagliarini per notificargli il provvedimento dell’autorità giudiziaria. L’allenatore, stando a quanto trapelato, sarebbe rimasto profondamente sorpreso dall’esecuzione della misura.
La bancarotta fraudolenta affonderebbe le radici nel dissesto della società amministrata da Pagliarini e che ora ha portato all’esecuzione della pena. La vicenda ha scosso il mondo della pallanuoto, dove Pagliarini è conosciuto da anni come allenatore e figura di riferimento, ma non ha nulla a che vedere con la Nc, società di cui Pagliarini è allenatore e presidente. Mentre l’iter giudiziario è ormai chiuso, resta da chiarire come sia stato possibile che il procedimento si sia concluso a quanto parrebbe a totale insaputa dell’imputato.
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