l'almanacco civitavecchiese
14 Marzo 2026 - 10:00
Uscendo dal porto, superata Porta Romana, te lo trovi a destra il grande palazzo costruito dal cavaliere Palomba. Fu lui a concepire l’idea di stabilirvi la magnifica locanda che fa veramente onore a Civitavecchia: spaziosa, gode da due lati la vista del mare, ed offre agli stranieri ogni confortevole comodità. Il signor Domenico Orlandi, attuale gestore, l’ha fornita di doviziose suppellettili, in modo che sovrani, cardinali, ambasciatori e personaggi d’ogni sorte vi alloggino convenientemente, senza che niente lasci a desiderare (Annovazzi, 1853).
Fu inaugurata ufficialmente il 1 ottobre 1841 con la sfavillante insegna di Albergo delle Isole Britanniche dai soci Matteo Mencacci e il lucchese Domenico Orlandi. Posta strategicamente all’ingresso/uscita del porto, ben presto la locanda divenne il punto di riferimento di tutti i viaggiatori che sbarcavano a Civitavecchia. Dai vapori che facevano tappa sulla rotta Marsiglia – Malta, toccando i principali porti italiani del Tirreno, Genova, Livorno, Napoli e Palermo, più quelli che arrivavano da altre nazioni europee o americane, arrivavano notizie e informazioni che i viaggiatori lì ospitati si scambiavano e diffondevano nel resto d’Italia e d’Europa.
Fra di loro numerosi protagonisti del Risorgimento italiano, coinvolti nella Repubblica romana del 1849. Possiamo ipotizzare che Nino Bixio e Goffredo Mameli prima d’imbarcarsi per Genova vi presero un caffè; che Giuseppe Mazzini vi cercò un imbarco per rifugiarsi nella sua città natale. Vi alloggiò il generale francese Oudinot, comandante delle truppe francesi, e molti dei suoi ufficiali. Molti gli esuli napoletani che ricordano la locanda nelle loro memorie.
Nelle guide per i primi turisti europei è sempre citata. La locanda Orlandi offriva una fornitura passabile. Il salone era contraddistinto da una tavola rotonda dove si accomodavano i clienti per pranzi e cene comuni. Il servizio era giudicato buono, camerieri e portiere attenti. Il cuoco napoletano era abile. Così il capitano Merlo nella prima guida turistica di Civitavecchia (1856).
Per Eduard von Lossow, autore di una guida sempre edita nel 1856, l’hotel Orlandi era posto vicinissimo all’imbarcadero, alla stazione delle diligenze e all’ufficio dei piroscafi. Il suo consiglio, se non si aveva intenzione di fermarsi a lungo, era di ordinare un pasto al prezzo fisso di 5 Paoli. Era composto da diverse portate ed era più che sufficiente. Se non seguivate il suo consiglio, il vostro portafoglio ne avrebbe risentito parecchio!
Nella “Guida della Provincia di Roma” di Enrico Abbate, pubblicazione del 1890 del Club Alpino Italiano, erano segnalati per Civitavecchia il Grande Hotel delle Terme, sulla via Aurelia, inaugurato dal Comune nel 1882. Per Civitavecchia era il primo vero albergo di lusso. Erano, inoltre, indicati l’Hotel Orlandi “a dritta, entrando in città dalla stazione” e l’Hotel Europa, più semplice e meno caro. La locanda Orlandi sembra chiudere il suo ciclo vitale con la fine del secolo.
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