TARQUINIA –  Martedì 23 dicembre scorso è venuta a mancare Maria Bonghi Jovino, archeologa ed etruscologa di fama internazionale, fondatrice agli inizi degli anni Ottanta del “Progetto Tarquinia”.  La Soprintendenza archeologica di belle arti e paesaggio dell’Etruria meridionale  ricorda l’alto valore culturale e professionale della Jovino.

«L’archeologia e l’etruscologia hanno perso un pilastro del filone. Il progetto di ricerca, coordinato dal 2004 dalla sua allieva Giovanna Bagnasco Gianni, ha permesso la conoscenza della civiltà etrusca in un panorama internazionale. Anche per questo è stato inserito nel 2014 fra i due “exemplary interdisciplinary research projects” dell’Università degli Studi di Milano (League of European Research Universities). Il prestigio del progetto deriva dalla collaborazione fra vari enti, fra cui in primis la nostra Soprintendenza. Da sempre dedita all’Italia preromana (in particolare la Campania), agli Etruschi e alla produzione fittile, condusse scavi in Campania, in particolare a Capua, a Pompei e a Vico Equense. Durante le indagini archeologiche alla “Civita” di Tarquinia, scoprì un importante complesso monumentale del VII secolo a.C. riportando alla luce un ampio spaccato della storia dell’abitato e nuovi dettagli fondamentali sul tempio noto come Ara della Regina. Grazie alle sue ricerche nel 2001 è stata insignita del “Premio Cardarelli” e della cittadinanza onoraria della città di Tarquinia, a riconoscimento delle sue doti umane oltre che di quelle professionali – era infatti membro ordinario del direttivo dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, dell’Istituto archeologico germanico, del Comitato di consulenza scientifica della fondazione per il Museo Faina di Orvieto e socia dell’Accademia Pontaniana di Napoli. Il suo capitale intellettuale, il suo rigore scientifico, la sua puntuale ricognizione e cura di ogni dettaglio emergono negli studi confluiti nella rinomata collana “Tarchna”, fondamentale punto di partenza per ogni studio sulla Tarquinia etrusca».

«Di Maria Bonghi Jovino resta il profondo legame col territorio che sarà guida, monito, fonte d’ispirazione per addetti ai lavori e per le future generazioni, lasciando una traccia indelebile. Il suo insegnamento ci deve esortare a restare attenti osservatori, curiosi del passato, delle testimonianze storiche e archeologiche, per essere in prima persona attori di domani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA