CIVITAVECCHIA – La procura di Civitavecchia ha contestato - per la prima volta in Italia - il nuovo reato autonomo di femminicidio a Claudio Carlomagno, accusato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia in provincia di Roma. Nella richiesta di convalida del fermo, alla luce di quanto emerso dalle indagini - con l'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Gianluca Pignotti, titolare dell’inchiesta e coordinata dal procuratore capo Alberto Liguori - è stata infatti modificata l’accusa ipotizzando la nuova fattispecie di reato prevista dall'articolo 577 bis del codice penale, introdotta con un disegno di legge approvato alla fine dello scorso anno, che prevede la pena dell’ergastolo per “chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali”.

L’uomo, indagato anche per occultamento di cadavere, e assistito dall'avvocato Andrea Miroli, si è trovato oggi di fronte al giudice che ne ha convalidato il fermo dopo che l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, confessando il delitto ed indicando anche agli inquirenti dove poter rinvenire il coltello con il quale ha ucciso la 41enne. «Il litigio è nato per l'affidamento del figlio» ha detto l’avvocato Miroli fuori i cancelli del carcere, con Carlomagno che ha anche precisato come l'omicidio sia avvenuto «la mattina del 9 gennaio» per un «dolo d'impeto. La separazione tardava ad essere introdotta - ha aggiunto - e il fatto che la separazione potesse essere formalizzata solo da Federica, con il rischio che il bambino fosse lei assegnato in via esclusiva nella sostanza ha dato la genesi alla tragedia».

Ieri pomeriggio è stata eseguita l'autopsia sul corpo di Federica presso l'istituto di medicina legale di Roma. L’esame è stato effettuato dalla dottoressa Benedetta Baldari per la Procura della Repubblica di Civitavecchia, dal professor Giulio Sacchetti per l’imputato, dal professor Gino Saladini - consulente nominato dall'avvocato Paolo Pirani per il tutore del figlio della coppia - e dal dottor Antonello Cirnelli per i genitori della donna. I risultati tossicologici e istologici saranno disponibili tra 90 giorni. La donna è stata uccisa con 23 coltellate, la prima delle quali le è stata inferta sul lato destro del collo, sferrata con la mano sinistra. La 41enne ha provato a difendersi, come dimostrerebbero almeno 4 delle ferite rilevate.

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