ALLUMIERE – I consiglieri di opposizione Antonio Pasquini e Sante Pasquini (Insieme per Allumiere), Nicol Frezza ed Enrico Fracassa (Pd) e i membri dei loro gruppi politici intervengono in una nota per fare chiarezza sul progetto di riqualificazione dell’area di Sant’Antonio dopo l’annuncio del finanziamento regionale da 40mila euro. Secondo l’opposizione l’iniziativa «non nasce con l’attuale amministrazione, ma è stata predisposta da quella precedente, in particolare su impulso e incarico del consigliere Sante Superchi». Un chiarimento che, spiegano, si rende necessario «a beneficio di una corretta informazione e del rispetto della verità dei fatti». Il nodo principale della precisazione riguarda non solo la paternità del progetto, ma anche la visione che lo aveva guidato nella fase originaria e come spiegano: «Il progetto originario voluto da Superchi ha avuto una visione ampia e concreta, rispetto alla sola valorizzazione simbolica. L’idea alla base dell’intervento non era limitata alla semplice sistemazione dell’edicola votiva dedicata a Sant’Antonio, ma puntava a integrare più aspetti rilevanti per la vivibilità del territorio. Il primo riguardava la sicurezza stradale, con particolare riferimento al punto di attraversamento degli alunni sulla strada provinciale. Si tratta di un tratto quotidianamente utilizzato dagli studenti del vicino polo scolastico e da tempo considerato critico a causa della visibilità ridotta e dell’intenso transito veicolare. L’obiettivo del progetto era quindi di intervenire con misure strutturate – segnaletica adeguata, passaggi pedonali protetti, eventuali dispositivi di rallentamento nei pressi del transito scolastico – in modo da ridurre i rischi e accrescere la tutela degli utenti più vulnerabili della strada, ovvero i bambini e i ragazzi. Accanto alla componente sicurezza il progetto comprendeva una seconda dimensione: l’abbellimento dell’ingresso del paese, concepito come intervento coordinato di decoro urbano. L’idea era di riqualificare la porta d’accesso al centro abitato sia dal punto di vista estetico che funzionale, migliorando l’immagine del paese e al tempo stesso restituendo dignità a un’area che rappresenta uno dei primi biglietti da visita per chi arriva ad Allumiere. In quest’ottica, l’intervento sulla parte estetica non era considerato accessorio, ma complementare alla parte infrastrutturale, in un’ottica di territorio curato e accogliente. All’interno di questo disegno organico si inseriva infine la riqualificazione dell’edicola di Sant’Antonio, elemento identitario della comunità ma da tempo in condizioni precarie. La copertura era interessata da infiltrazioni d’acqua e la struttura necessitava di interventi urgenti di manutenzione. Il progetto prevedeva inoltre la realizzazione di un leggio con la preghiera di Sant’Antonio, pensato come spazio di raccoglimento per i fedeli e segno di accoglienza per i visitatori».

Alla luce di questi elementi i consiglieri ribadiscono che l’odierno finanziamento regionale costituisce «il riconoscimento di un lavoro iniziato anni fa. Ringraziamo il consigliere Giovanni Sgamma per l’attenzione rivolta a un intervento certamente importante per la comunità di Allumiere, ma riteniamo doveroso sottolineare che sarebbe stata necessaria una maggiore trasparenza e onestà intellettuale, riconoscendo pubblicamente il vero promotore e l’origine del progetto, nel rispetto del lavoro svolto e della verità dei fatti». Con questa presa di posizione l’opposizione intende dunque riportare ordine nel dibattito pubblico locale, rivendicando la paternità politica di un percorso amministrativo e invitando contestualmente a non decontestualizzare gli interventi quando raggiungono la fase di finanziamento.

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