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Nuova mobilitazione il 23 marzo per dire no all'installazione di un'antenna di telefonia sul territorio
14 Marzo 2024 - 09:00
23 Febbraio 2026 - 21:22
CERVETERI - «Gli abitanti del Sorbo, i genitori del Giovanni Cena, tutti insieme con indosso qualcosa di rosso per difendere la nostra salute, il nostro territorio e contro il deprezzamento delle nostre case». Non intendono mollare di un solo centimetro i cittadini etruschi. Nel "mirino" l'ennesima installazione di un'antenna di telefonia a ridosso delle loro abitazioni e questa volta, vicino anche ad una scuola: il Giovanni Cena. Nei giorni scorsi i residenti, i genitori e le varie associazioni si sono incontrate, insieme all'amministrazione comunale, per ribadire la propria contrarietà all'impianto che metterebbe a rischio la salute della popolazione, soprattutto dei bambini (peraltro una sentenza del Tar aveva già vietato l'uso del wifi a scuola per tutelare un'alunna). «Questa manifestazione è importante - ha spiegato il consigliere di Forza Italia, Emanuele Vecchiotti - perché non può passare che il soldo privato possa maneggiare il territorio cerveterano per l'installazione di queste antenne. Siamo sì per il progresso, per lo sviluppo e la tecnologia e per il diritto alla connessione ma dall'altra parte deve essere salvaguardato anche il diritto alla salute, di chi è esposto». Dunque bene sì gli impianti ma non a ridosso di abitazioni e punti sensibili come lo può essere un istituto comprensivo. Va trovato un punto di incontro. Lo stesso che l'amministrazione aveva provato a trovare con il Piano delle Antenne.
IL FATTO. A quanto pare l'accordo per l'installazione dell'impianto (su terreno privato) sarebbe stato siglato prima dell'approvazione del documento redatto dal Comune. Ma i cittadini e i genitori dei bimbi della scuola sono preoccupati. «La scuola è un posto sensibile proprio come lo sono gli ospedali», hanno detto.
LA MANIFESTAZIONE. L'appuntamento per manifestare la propria contrarietà è per il 23 marzo alle 17 al Granarone. Da qui ci si muoverà fino a Largo Almunecar. «L'amministrazione - ha spiegato ancora Vecchiotti - ha presentato ricorso al Tar ma ora siamo fermi in attesa che le parti producano la documentazione necessaria. Ovviamente la manifestazione - ha concluso - vuole essere una dimostrazione che il percorso legale è affiancato anche dalla volontà dei cittadini».
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