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CIVITAVECCHIA – Capire quali politiche l’amministrazione comunale intenda adottare per contrastare realmente il fenomeno dell’inquinamento acustico a Civitavecchia. «Fenomeno che è diventato un problema sociale, un problema ambientale e dunque un problema politico». La richiesta, rivolta al sindaco Marco Piendibene, arriva dalle associazioni animaliste cittadine, a poche settimane dalla notte di Capodanno che ha visto in città esplodere le festa a suon di fuochi d’artificio di ogni genere e in ogni quartiere.
«Il 12 novembre scorso – scrivono le associazioni – abbiamo protocollato la richiesta al Sindaco, Marco Piendibene di vietare l’uso dei botti di Capodanno. Non avendo ricevuto risposta abbiamo comunque saputo per vie informali che il Sindaco aveva esaudito la nostra richiesta. Ma l’ordinanza non era reperibile. Abbiamo perseverato nella ricerca e finalmente qualche giorno fa siamo riuscita a leggerla. Purtroppo tale documento porta la data del 31 dicembre 2024. Dunque è giunto troppo tardi per avere un effetto concreto. Non nascondiamo il fatto che aver atteso l’ultimo giorno utile per emettere l’Ordinanza di divieto ha il sapore di una beffa. Ci sembra cha anche questa Amministrazione, come peraltro le precedenti, sia insensibile al problema dell’inquinamento acustico e, in particolare, all’uso dei botti nel periodo natalizio. Uso che raggiunge il suo culmine a Capodanno ma che è preceduto e seguito da un concerto di esplosioni un po’ in tutta la città e persino nei parchi pubblici. Ancora una volta si fa presente che questa usanza – ricordano - provoca la morte di un gran numero di animali, la loro fuga dalla città, inquina l’atmosfera, è pericolosa per gli esseri umani e altamente disturbante per chi ne farebbe volentieri a meno, ossia tantissimi cittadini. Tanto è così che in numerose città italiane i sindaci hanno emesso ordinanze di divieto, che vengono rispettate dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Segno di un livello di civiltà che ci auguriamo Civitavecchia raggiunga al più presto». Le associazioni concludono mostrando i dati di un sondaggio, commissionato dalla LAV e realizzato dalla Doxa nell’ottobre del 2024 su un campione di cittadini dai 18 ai 74 anni, che ha evidenziato come il 94% degli intervistati sia disposto a festeggiare il Capodanno con metodi alternativi e il 93% ritiene che le istituzioni dovrebbero fare di più per tutelare gli animali, gli esseri umani e l'ambiente.