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Il Poggino nei prossimi mesi è candidato a diventare area di cantieri. Dopo l’adozione della variante urbanistica per il progetto relativo al prolungamento dell’asse viario che consentirà di collegare Cassia nord, Poggino e Teverina, approvata mercoledì in commissione e che approderà giovedì 29 gennaio in aula per il via libera definitivo da parte del consiglio comunale, è ai blocchi di partenza l’iter per la realizzazione anche di un’altra opera: il centro di ricerca applicata. Un polo, che il Comune vuole intitolare a Piero Angela, in cui le scoperte scientifiche troveranno concretizzazione in soluzioni tecnologiche innovative da mettere a disposizione del mondo produttivo. Il progetto esecutivo è stato approvato dall’esecutivo Frontini nel novembre dello scorso anno e nel mese successivo con una determina dirigenziale è stato avviato l’iter per procedere all’individuazione della ditta a cui saranno affidati, con procedura negoziata, i lavori. L’importo complessivo del progetto è di quasi 2 milioni di euro, di cui 1.329.943 per lavori soggetti a ribasso, oltre a circa 68mila per oneri per la sicurezza e poco più di 601mila euro per somme a disposizione dell’amministrazione. Il criterio per aggiudicarsi l’intervento è quella dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Dieci le imprese invitate e i cui rispettivi preventivi avrebbero dovuto essere aperti e valutati in seggio di gara ieri ma la seduta pubblica è slittata al prossimo lunedì. Il progetto prevede la realizzazione di un moderno edificio distribuito su due livelli. Il piano terra ospiterà l’atrio d’ingresso, una sala
conferenze, uffici con postazioni multimediali per videoconferenze, la segreteria e un blocco dedicato ai servizi e al corpo scala, mentre al primo piano saranno ubicati i laboratori e gli uffici.
Il centro di ricerca applicata rientra tra le opere previste nel progetto “Viterbo: da Vetus urbs a modern city”, inserito nell’ambito del bando “Programma straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” della Presidenza del consiglio dei ministri, finanziato con risorse del Fondo sviluppo e coesione.



