Un secolo di storia. Il prossimo anno la Provincia di Viterbo celebrerà il centenario della fondazione.

Cento anni da quando, prima come semplice mandamento di Roma, è nato un ente amministrativo a cui veniva riconosciuta una maggiore autonomia su alcune funzioni e competenze.

Una ricorrenza importante, nonostante la legge Delrio abbia minato fortemente l'autonomia politica e amministrativa dell’ente, che il presidente Alessandro Romoli intende commemorare con la dovuta attenzione che un evento del genere merita. Non solo «con le consuete celebrazioni».

L’idea, illustrata dal presidente in aula, è quella di costituire un comitato politico e scientifico con la collaborazione dell’Università e degli amministratori del territorio che siedono in consiglio provinciale.

Una proposta sulla quale iniziare a lavorare fin da subito. Romoli, infatti, ha dichiarato che «nella prossima capigruppo vorrei iniziare a dialogare e confrontarci per capire come muoverci».

Intanto ha avviato delle interlocuzioni con l’Unitus che «si è già dimostrata disponibile a portare avanti tutta una serie di ricerche.

Ho incontrato il professor Ridolfi, ordinario di storia contemporanea, e i progetti che mi sono stati prospettati sono molto interessanti».

L'intento è quello «di recuperare 100 anni di storia e reinterpretarli attraverso momenti di approfondimento per le scuole, occasioni di commemorazione istituzionale e con una serie di rivisitazione dei nostri archivi, tramite mostre ed esposizione dei documenti originali dell’atto di fondazione».

Un genetliaco che vede coinvolta anche la Prefettura.

«Ci stiamo rapportando anche con il palazzo del governo perché i 100 anni della fondazione della Provincia vedono anche la nascita della prefettura».

La celebrazione del centenario «sarà occasione effettivamente di ripensare e di rivedere la nostra storia, anche alla luce di quello che in questi 100 anni la Provincia ha rappresentato per questo territorio, con la presenza degli amministratori che hanno governato l’ente negli anni» ha sottolineato Romoli.

Ma la costituzione del comitato per commemorare il secolo di attività di Palazzo Gentili non è stata l’unica proposta illustrata ieri dal presidente al parlamentino di Palazzo Gentili.

Prendendo spunto dalla giornata di studi “Cosa raccontano i numeri”, organizzata giovedì in ricordo del dirigente della Provincia Patrizio Belli prematuramente scomparso, dedicata alla contabilità Accruel e, con particolare riferimento al documento scaturito durante la sessione dei lavori sul Bes (Benessere equo e sostenibile), è nata l'idea «di istituire con l’Università degli studi della Tuscia una sorta di ufficio di statistica a livello provinciale».

Il documento, che Romoli definendolo «una bussola fondamentale» intende inviare a tutti i consiglieri, contiene una serie di indicatori - dal tasso di natalità al grado di formazione media a livello di istruzione nella provincia di Viterbo, all’invecchiamento popolazione - che, secondo la guida dell’ente di via Saffi «rappresentano uno stimolo ulteriore per capire meglio quali sono le politiche da dover portare avanti, soprattutto di area vasta, di cui la Provincia è necessariamente investita».

Indicatori che fotografano un territorio eterogeneo «perché il nord rispetto al sud presenta una serie di criticità diverse, di equilibrio e di riferimenti, anche in termini di crescita, assolutamente differenti».

E il documento già redatto e il costituendo ufficio di statistica possono rappresentare «un momento di riflessione ma anche produttivo per elaborare e garantire quelle politiche di crescita di cui il territorio ha assolutamente necessità» ha rimarcato Romoli.