Don Ivan Leto*

Con la Domenica delle Palme la Chiesa entra nella Settimana Santa in cui celebra il mistero centrale della propria fede: la passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo.

In questo giorno, la Chiesa unisce insieme il trionfo regale di Cristo accolto a Gerusalemme e l'annuncio della sua passione.

Il gesto stesso di Gesù, il suo ingresso a Gerusalemme a dorso di un asino preso in prestito sul quale nessuno era mai salito, aiuta a comprendere ciò che sta compiendosi. La forza con cui Cristo opera non si fonda sulle potenze violente di questo mondo, sull’orgoglio dell’uomo che si fa dio: proprio perché è l’umile e l’indifeso che si affida a Dio suo Padre per rivelarne il volto, si presenta come colui che viene a regnare.

L’asino, cavalcatura umile e regale, è ciò di cui il Signore ha bisogno per rivelare la sua identità e la sua missione.

Colui che viene nel nome del Signore. Anche l’uso testimoniato dai Vangeli di sventolare rami di piante fa parte del rito ebraico della festa delle Capanne: i fedeli giravano attorno all’altare portando rami di palme, mirti e salici.

I discepoli ricordano i prodigi che hanno veduto seguendo Gesù e lo acclamano così come il Messia atteso. Sono i poveri di spirito che hanno creduto in Lui.

Sono coloro che l’hanno accolto, che hanno visto in Gesù il Giusto. Sono i piccoli che da allora non smettono di gridare la loro gioia per aver incontrato l’unico che ha accettato di salire su quell’asino che nessuno ha mai voluto cavalcare: l’unico che ha adempiuto fino in fondo la missione affidatagli dal Padre, di portare su di sé il peccato e la morte per vincerli con la forza della docilità e del perdono.

*Don Ivan Leto

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