Domani e venerdì, nell’aula multimediale di Belcolle, si svolgerà l’annuale corso sulla tecnica di esecuzione e sullo studio della biopsia renale organizzato dalle unità operative di Nefrologia e dialisi e Anatomia patologica, dirette da Sandro Feriozzi e Daniele Remotti. La biopsia renale è l’unica procedura che permette nelle malattie renali parenchimali la corretta diagnosi e la terapia più appropriata per evitare che i pazienti arrivino alla dialisi. A Belcolle, c’è una tradizione bioptica di circa 30 anni di esperienza. «Il corso – spiega Feriozzi – ha l’obiettivo di avviare la formazione di giovani medici all’esecuzione e allo studio della biopsia renale. Gli iscritti provengono sia da ospedali che da policlinici universitari di tutta Italia». «Un team multidisciplinare, composto da nefrologi e anatomo-patologi – prosegue Daniele Remotti – procede all’esecuzione di questa particolare procedura. I frammenti prelevati vengono studiati con le tecniche di microscopia ottica ed immunofluorescenza. Inoltre, in casi selezionati ,si procede ad inviare un piccolo frammento di tessuto all’Unitus, con cui esiste una convenzione ad hoc, per l’esecuzione della microscopia elettronica presso il Centro grandi attrezzature». Il team multidisciplinare ha acquisito una notorietà scientifica e professionale in ambito nazionale, tanto che circa il 40% delle biopsie vengono effettuate a pazienti residenti in altre Asl. L’edizione di quest’anno sarà dedicata al ruolo della biopsia renale in corso di glomerulonefriti, in corso di lupus o di vasculite. «La tradizione e l’interesse dei medici viterbesi verso le malattie renali – conclude il direttore Feriozzi – ha avuto origine dal professor Vittorio Marinozzi, nativo di Tuscania, che negli anni ‘70-80 ha posto, infatti, nella comunità scientifica internazionale le basi per lo studio delle patologie renali parenchimali, fondando una scuola tuttora attiva. L’ulteriore edizione 2023 del corso sulla biopsia arenale conferma e consolida questa tradizione viterbese».