Gli italiani apprezzano sempre di più il lavoro da remoto, che è una tendenza in costante espansione.
Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, si prevede che entro il 2025 il numero di lavoratori a distanza in Italia raggiungerà i 3,7 milioni, con una crescita del 5% rispetto ai 3,55 milioni registrati nel 2024. Nelle grandi aziende è più diffuso il lavoro da remoto, con una media di 9 giorni al mese, rispetto ai sette giorni nella Pubblica Amministrazione e ai 6,6 nelle piccole e medie imprese.
Cresce l’importanza attribuita dai lavoratori a un corretto work life balance, che permetta di mantenere un equilibrio tra la vita lavorativa e una vita privata soddisfacente ed avere tempo per coltivare i propri hobby e stare con la famiglia.
Criticità del lavoro da remoto
Nonostante numerosi studi evidenzino i vantaggi significativi del lavoro da remoto, come l’aumento della produttività e la maggiore soddisfazione dei dipendenti, esistono anche alcune criticità da considerare:
- Mancanza di separazione tra ambiente domestico e lavorativo: può risultare difficile stabilire confini chiari tra lavoro e vita privata, soprattutto in termini di spazio.
- Senso di isolamento: le interazioni sociali con i colleghi possono ridursi drasticamente, rendendo a volte difficile cooperare e focalizzarsi sugli obiettivi
- Eccessivo uso di dispositivi digitali: passare troppo tempo seduti e davanti allo schermo può causare problemi di postura e visivi.
- Overworking: la mancanza di una netta distinzione tra orari lavorativi e personali può portare lavorare oltre l’orario stabilito.
Tutele legislative per il lavoro agile
Il lavoro da remoto è disciplinato da precise normative italiane che garantiscono la tutela dei lavoratori come il Decreto Legislativo 81/2008, detto Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro che attribuisce al datore di lavoro la responsabilità di garantire la sicurezza e la salute dei dipendenti, indipendentemente dal luogo di lavoro.
La legge 81/2017, che tutela il lavoro autonomo e il lavoro agile, si concentra sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo e sull'utilizzo di strumentazione adeguate che consentano di lavorare da remoto.
I lavoratori da remoto hanno diritto alle stesse tutele previste per i dipendenti in ufficio secondo le modalità previste dalla circolare INAIL 48/2017 :
- Copertura assicurativa: i lavoratori devono avere una copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali anche durante il tragitto tra l’abitazione e il luogo scelto per lavorare.
- Parità di trattamento economico: le tariffe corrisposte per la prestazione lavorative da remoto devono essere le stesse erogate per il lavoro in azienda.
- Rispetto degli standard di sicurezza e salute: il datore di lavoro deve informare adeguatamente il lavoratore riguardo il corretto utilizzo delle attrezzature/apparecchiature eventualmente messe a disposizione per svolgere il lavoro da remoto-
Il fenomeno dei contractors
Una figura professionale sempre più diffusa, soprattutto all’estero, è quella dei contractors.
I contractors sono professionisti indipendenti che collaborano con diverse aziende su base contrattuale, senza essere formalmente dipendenti. Questo modello è molto apprezzato dai nomadi digitali per la flessibilità che offre.
I contractors sono assunti per progetti specifici con durata variabile e non hanno i vincoli di subordinazione tipici del lavoro dipendente. Di solito il contratto di lavoro è facilmente rescindibile e con poco preavviso. Possono scegliere dove, quando e come lavorare, purché rispettino le scadenze concordate. Allo stesso tempo però non hanno alcun beneficio, come malattie pagate, ferie o assicurazione sanitaria.
I contractors ricevono un compenso lordi e sono responsabili del pagamento delle proprie imposte e contributi previdenziali. Coloro che superano i massimali previsti dalla legge devono quindi aprire una partita IVA.
Consigli per chi lavora da remoto
- Definisci chiaramente le modalità di lavoro: se il tuo lavoro prevede dei giorni in presenza, concorda fin da subito il numero di giorni da trascorrere in ufficio e a casa.
- Stabilisci dei limiti: se non hai orari fissi, indica nel contratto le tue disponibilità, gli strumenti di lavoro e i canali di comunicazione, in modo che lavoro e vita privata non si sovrappongano.
- Tieni a mente i costi: se sei un freelancer o un contractor, tieni bene a mente tutte le spese come, i costi della connessione internet, delle attrezzature o della partita IVA.
- Opportunità di formazione: assicurati di avere accesso a corsi di aggiornamento e di formazione per crescere all’interno dell’azienda ed avere le stesse opportunità dei colleghi in presenza.
Il mondo del lavoro è estremamente dinamico e in continuo cambiamento e gli italiani tendono sempre di più verso modelli inclusivi e flessibili, come analizzato dallo studio di CVwizard. Il settore dello smartworking, caratterizzato da precise specificità e normative, è in continua crescita e rappresenterà una sfida per il mondo del lavoro italiano negli anni a venire.