CIVITAVECCHIA – La bellezza di Afrodite torna a farsi vedere, anche se lontano – per ora – dalle sale del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. Mentre il Manc resta chiuso al pubblico per i lavori di adeguamento finanziati dal Pnrr, uno dei suoi capolavori più preziosi diventa protagonista di un percorso espositivo inedito che porta l’arte fuori dai confini tradizionali del museo.

La testa di Afrodite Cnidia, copia romana del II secolo d.C. del celebre originale di Prassitele, è oggi esposta all’Albergo del Senato di Roma, al termine di un complesso e raffinato intervento di restauro conservativo. Un lavoro condotto nel pieno rispetto del manufatto, segnato da una lunga permanenza in ambiente marino, da precedenti restauri e da fenomeni di ossidazione interna che avevano compromesso la leggibilità delle superfici marmoree.

Per la pulitura è stato adottato un approccio altamente specializzato, che ha incluso l’uso innovativo di batteri “green” siderofori, capaci di agire in modo selettivo sugli ossidi di ferro. Il restauro si è poi completato con operazioni di consolidamento e integrazione, rifiniture laser e una delicata reintegrazione cromatica, restituendo al volto della dea tutta la sua straordinaria delicatezza e l’ideale di bellezza dell’antichità classica.

L’esposizione rientra nel progetto “Arte fuori dal museo”, promosso dal Ministero della Cultura in collaborazione con Federalberghi Lazio e l’associazione LoveItaly, e condiviso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio. L’obiettivo è chiaro: valorizzare opere normalmente custodite nei depositi o temporaneamente non fruibili, sperimentando nuove forme di fruizione in contesti non museali, come i grandi alberghi storici.

Un modo per continuare a raccontare il patrimonio culturale anche quando i musei sono chiusi, mantenendo vivo il legame tra le opere, i territori di provenienza e nuovi pubblici, in attesa che Afrodite possa tornare a risplendere, definitivamente, nelle sale del Manc.