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Insorge l’opposizione contro Travaglia

Insorge l’opposizione contro Travaglia

Sette consiglieri su nove attaccano il presidente del Consiglio  dopo la convocazione della conferenza dei capigruppo ritenuta «un abuso di potere». Non sono stati convocati quelli ancora in carica che rappresentano la quasi totalità delle forze di minoranza. Si annuncia che dell’accaduto sarà informato il prefetto   

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di TONI MORETTI

CERVETERI – L’opposizione insorge dopo la convocazione della conferenza dei capigruppo decisa dal presidente Travaglia ritenuta «un vero e proprio antidemocratico abuso di potere» in quanto non sono stati convocati i consiglieri, capigruppo ancora in carica che rappresentano la quasi totalità della minoranza. 
In una nota congiunta sette consiglieri di opposizione su nove, Aldo De Angelis, Annalisa Belardinelli, Salvatore Orsomando, Luca Piergentili, Lamberto Ramazzotti, Maurizio Falconi, Niccolo Accardo attaccano dicendo: «Vergogna! Continua la Soap Opera del presidente del consiglio Travaglia che interpretando a “capocchia” leggi superiori, TUEL e la normativa nazionale vigente, infischiandosene di tutto e tutti, con arroganza e incompetenza ne ha fatta un’altra delle sue, decidendo e convocando per il 23 aprile scorso un’anomala, quanto particolare, “Conferenza dei capigruppo” evitando, accuratamente e volutamente, di convocare ufficialmente i consiglieri comunali, capogruppo ancora in carica rappresentanti la quasi totalità dell’opposizione (e quindi tutti quelli che sottoscrivono la nota) abusando, in questo modo, del proprio potere con una decisione istituzionalmente scorretta e irrispettosa». Un atto questo ritenuto «Un vero e proprio paradosso visto che il 9 aprile scorso veniva inviata la comunicazione ufficiale n.18205 di avvenuti atti intestandola alla maggior parte dei medesimi capogruppo oggi, guarda caso, alla bisogna disconosciuti». 
E’ qui parte l’attacco al presidente Travaglia ritenuto «sull’orlo di una crisi di autoconservazione politica che con tali decisioni e azioni ha mortificato la figura del Consiglio comunale e ha “calpestato” il volere elettorale ed elettivo dei cittadini di Cerveteri che hanno visto denigrare i propri rappresentanti istituzionali. Un presidente che ha tirato fuori, quasi a voler “imitare” il suo sindaco, la sua vera essenza di mestierante della politica più becera, che si nutre di autoreferenzialismo e poltronismo. Insomma, ancora una volta, il presidente Travaglia, dimostra di essere inadatto dal punto di vista istituzionale con una gestione “ molto personalizzata” accompagnata da strambe decisioni e interpretazioni a dir poco “strampalate” tese a ledere i diritti acquisiti dei consiglieri comunali oggetto delle sue “attenzioni”. La verità è che un presidente del consiglio comunale dovrebbe essere al di sopra delle parti e non dovrebbe fare “politica” proprio perché rappresenta tutti i consiglieri comunali». 
I consiglieri sottolineano nella nota «come poi non ricordare a chi legge che la funzione giuridica della conferenza dei capigruppo non può essere snaturata ad opera della fonte regolamentare ed è proprio la funzione giuridica della Conferenza stessa che riconduce le relative competenze alla finalità principale di garantire e sostanziare il diritto di informazione dei consiglieri, sia come singoli che come gruppi, previsto dall’art. 39 del decreto legislativo n. 267/2000 funzione giuridica sostanzialmente “immodificabile».
Infine i consiglieri evidenziano l’estrema gravità del fatto precisando che: «Il presidente del consiglio Travaglia non ha ancora percepito che il consiglio comunale è una grande famiglia e lui dovrebbe proteggere i consiglieri tutti, siano di maggioranza, che di minoranza senza fare “figli e figliastri” e facendo finta che non sia successo niente, non può ignorare un fatto di questa gravità.  Quello che è accaduto è un fatto grave, che mette a rischio la stessa credibilità istituzionale, tale da rasentare l’abuso di potere da parte del presidente stesso, atto penalmente perseguibile. Tutto ciò va fermato ed impedito, per la salvaguardia della libertà istituzionale ed individuale perché un presidente del consiglio comunale che scavalca diritti e prerogative dei consiglieri comunali commette probabilmente un vero e proprio “abuso di potere». Nel concludere annunciano: «Vediamo se l’organo prefettizio, che provvederemo ad informare di quanto sta accadendo, sarà ancora contento di queste presunte angherie e abusi nei confronti dei consiglieri o darà ragione all’assurdo operato del presidente del Consiglio avallando con il suo benestare tali decisioni anticostituzionali».


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