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Margherita, Carluccio vince di misura

Il coordinatore viene confermato con 11 voti in più di Sandro De Paolis, che contesta ancora la decisione relativa ai consiglieri comunali decaduti, considerati comunque tra gli eletti, con un ''peso'' che ha fatto la differenza

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di FABIO MARUCCI

Valentino Carluccio succede a se stesso come coordinatore della Margherita. Questa mattina si è infatti svolto il tanto atteso e più volte rinviato spoglio dei voti del congresso, che alla fine hanno dato ragione al coordinatore uscente. Sono 197 i voti ottenuti da Carluccio, contro i 186 dello sfidante Sandro De Paolis per l’elezione del coordinatore, mentre 195 a 184 è il risultato per l’ufficio di presidenza. Una vittoria di misura, ma rafforzata dal voto massiccio degli eletti in favore del coordinatore uscente. Evento quest’ultimo non di poco conto, visto che lo statuto del partito riconosce ai rappresentanti in carica del partito un peso superiore ai semplici iscritti, e permette loro di esprimere delle maxi-preferenze. Proprio questo punto era stato oggetto di un lungo braccio di ferro tra Carluccio e De Paolis, subito trasferitosi a Roma, dove alla fine ha prevalso la linea favorevole al neocoordinatore, secondo il quale gli eletti vanno considerati tali, se in carica alla data ultima per l’iscrizione al partito. Una vittoria su tutti i fronti per Carluccio, dunque, contestata però da De Paolis e dal presidente dell’assemblea provinciale Maurizio Mariani, secondo i quali si è trattato di una mascalzonata, ELEZIONIcome testimonia, secondo l’ex assessore ai Lavori Pubblici, anche la lettera che porta la data del mese scorso a firma del responsabile organizzativo Nicodemo Oliviero, nella quale si consideravano eletti solo i rappresentanti in carica, impostazione poi ribaltata dalla commissione di garanzia. De Paolis quindi non si dà per vinto e annuncia possibili ricorsi. «D’altra parte – spiega – se avessimo votato l’11 febbraio, con le regole che erano state dettate in modo chiaro da Roma, la situazione sarebbe stata completamente diversa, visto che i soli eletti in carica erano quasi tutti dalla mia parte. Ma si è volutamente atteso un mese con il presidente che non si rendeva disponibile, eppure poi c’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di protestare perché noi abbiamo chiesto un solo giorno di rinvio. Si tratta di un comportamento arrogante, che nulla toglie al dato politico, cioè che io da solo rappresento la metà del partito, mentre il vantaggio esiguo di Carluccio è la somma dei voti di 3 diverse aree. Resta poi da chiarire – conclude De Paolis – l’atteggiamento curioso tenuto da Oliviero, che nell’arco di meno di un mese ha scritto due cose esattamente opposte». Soddisfatto invece il commento di Carluccio, secondo il quale lo scrutinio ha chiarito ogni equivoco, sottolineando come sia «impensabile parlare di mascalzonata, visto che in democrazia si vince anche per un voto. Io ho vinto sia con gli eletti che con gli iscritti, peraltro in una situazione di costante aggressione nei miei confronti. Mi spiace piuttosto per l’onorevole Milana, perché la commissione di garanzia ha permesso il rispetto della legalità, anche contro chi ha cercato di cambiare le regole in corsa. Ma comunque – conclude – le polemiche le lasciamo ad altri, mentre noi cercheremo di concentrarci sugli obiettivi futuri della Margherita, tra i quali il partito democratico».


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