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Una "Via della Croce" tra storia e riflessione  

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di LUCA GUERINI

 

CIVITAVECCHIA – Si tratta di un cammino intimistico. Di meditazione. Quella proposta dal delegato alla Cultura Pino Quartullo è stata una “Via VIAdella Croce” ricca di silenzi, respiri. Da un lato c’era la sofferenza del martirio, dall’altro una riflessione in chiave moderna. Il numeroso pubblico che lo scorso week-end ha ammirato le quattordici stazioni dirette dal regista Marcello Sambati con gli attori della Scuola delle Arti, Compagnia di Serena e i preziosissimi volontari della Pro Loco hanno capito il senso della manifestazione. Le tappe verso il “Monte del Cranio” si sono concluse a via Trieste dove mons.Carlo Chenis, che si è dedicato in prima persona all’evento, ha spiegato le sofferenze di Cristo e ha dato gli auguri a tutti i presenti per la Pasqua. La resa scenica è stata penalizzata, secondo alcuni visitatori, dal cospicuo numero di pubblico che in alcuni setting non ha potuto ammirare al meglio le liriche di David Maria Turoldo e le VIAmusiche create per l’occasione dal maestro Scozzafava, eseguite dall’associazione Scatola Sonora di Maria Letizia Beneduce. Ma anche nei Vangeli c’è scritto “nemo propheta in patria” e tutte le manifestazioni che portano avanti la “civitavecchiesità” vengono bistrattate o disprezzate.


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