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Vigili rimasti senza mezzi

Il comando precisa: «Abbiamo già ottenuto quasi 173 mila euro» I soldi ci sono ma il reparto è in ginocchio: veicoli rotti e arredamento per gli uffici fuori legge L’autovelox non è tarato e per utilizzare l’etilometro la polizia municipale si appoggia ai carabinieri

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CIVITAVECCHIA – Il comando di Polizia municipale precisa in merito alla mancata richiesta di finanziamento alla Regione Lazio, dando lo spunto tuttavia per ulteriori inquietanti interrogativi. In una nota il tenente colonnello Carlo Sisti ‘‘assolve’’ l’assessorato alla Sicurezza: «Il Comune di Civitavecchia è già assegnatario di un contributo di 22 mila euro a valere sul fondo regionale – fa sapere – e non ha potuto inoltrare ulteriore domanda per la medesima finalità per il 2009, cos’ come previsto dalla D.G.R. 407/2005 che al punto 5 prevede espressamente di escludere dal contributo regionale gli Enti Locali che hanno presentato identiche richieste nell’anno precedente e peraltro già finanziate». Un ulteriore appunto riguarda la Legge regionale 15/2001, in base alla quale, fa sapere Sisti, il Pincio ha ottenuto un altro contributo di 150.962,10 euro. In totale si parla di 172.962,10 euro, una somma notevole che certo avrebbe consentito al comando di via Braccianese Claudia di operare in maniera più professionale. E invece dei soldi destinati al Pincio non si hanno notizie, naturalmente parlando in termini pratici: i veicoli dati in dotazione ai vigili urbani risalgono all’epoca della giunta De Sio, gli scooter sono fermi per mancanza dei fondi per la manutenzione e le ultime ricetrasmittenti sono state acquistate oltre tre anni fa, con l’ingresso degli agenti precari. Per non parlare poi dell’autovelox, parcheggiato in un ufficio poiché ritenuto ormai fuori norma, o dell’etilometro – droga test: la Polizia municipale non lo possiede ed è costretta ogni volta a chiedere supporto a carabinieri e polizia sul luogo di un incidente stradale. Un reparto che ogni giorno è costretto ad andare avanti stringendo i denti, i cui agenti, voluti su strada dal sindaco Moscherini rischiano in prima persona (non sono stati assegnati strumenti per la difesa personale) mentre i pochi che ancora operano in ufficio devono fare i conti quotidianamente con sedie e scrivanie fuori legge e stampanti difficili da reperire. Un marasma che tocca le donne e gli uomini in divisa che la cittadinanza vorrebbe più presenti e dinamici. Ammesso che il finanziamento più consistente sia servito a far decollare la video sorveglianza, non è difficile capire che le nozze con i fichi secchi non soddisfano nessuno.


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