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Sbarcano nuove banane in porto

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PORTOCIVITAVECCHIA – E’ sbarcata ieri una nuova nave bananiera in porto. Si tratta del gruppo Derby, società italiana, che importa le banane ancora una volta dall’Ecuador, dalla regione di El Oro. Per la prima volta, dopo aver sbarcato per anni soltanto nell’Adriatico ed importando poi le banane nei mercati italiani, Derby avrebbe deciso di fare tappa direttamente in Italia, e in particolare a Civitavecchia, porto strategico del centro del Paese, punto nevralgico per smistare poi con facilità la merce in arrivo dal sud America. Il condizionale, finora, è d’obbligo: non è stato firmato alcun contratto ancora con la Civitavecchia Fruit & Forest Terminal (Cfft) anche se, secondo indiscrezioni, i vertici delle società si sarebbero già incontrati per delle trattative. E l’arrivo di ieri rientra proprio in quest’ottica. La nave è sbarcata nello scalo locale proprio per valutare quelle che sono le caratteristiche del porto e del terminal agroalimentare che, attualmente, è già punto di riferimento per i marchi Chiquita e Bonita. L’interesse dimostrato dalla società, comunque, è un buon segno e la conferma di quanto, solo qualche settimana fa, aveva sottolineato il vicepresidente della Cfft Sergio Serpente. «Il traffico agroalimentare – aveva infatti spiegato – è uno dei pochi settori che ancora danno buoni risultati in questo periodo di crisi economica che sta attanagaliando anche il nostro Paese e, di conseguenza, anche il porto di Civitavecchia». La battuta d’arresto dell’acciaio, delle auto e dell’olio. Le incertezze delle crociere. Il quadro non è dei più tranquillizzanti. «Ma in tutto questo – aveva evidenziato proprio lo stesso Serpente – finora l’agroalimentare tiene». E potrebbe anzi incrementare il volume di affari proprio con questo nuovo partner, il cui traffico si andrebbe ad aggiungere a quelli di Chiquita e Bonita. Bisognerà ora attendere i dettagli di un contratto che sembra ormai prossimo e che andrà a definire i quantitativi in arrivo, il numero di navi mensili previste con il conseguente eventuale incremento di unità di lavoro.


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