Roma, 3 apr. (Adnkronos) - "Abrogare le leggi sbagliate che sono all’origine del lavoro povero e precario". Lo afferma Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, mentre annuncia il referendum per abolire il Jobs Act e ripristinare l’articolo 18, in un'intervista a 'La Repubblica. "Se anche l’occupazione cresce, significa una cosa sola: si è poveri pur lavorando. È arrivato il momento di cambiare. sostiene - E di fare un bilancio onesto su 25 anni di politiche di flessibilità del mercato del lavoro, avallate da tutti i governi, dal Libro Bianco di Maroni al Jobs Act di Renzi". "Precarietà diffusa, disuguaglianze aumentate, salari abbassati, sanità e istruzione tagliati, politiche industriali inesistenti, lavoro insicuro. Il governo Meloni non ha invertito queste tendenze, anzi ha liberalizzato il lavoro a termine e reintrodotto i voucher. A pagare sono soprattutto giovani, donne e Sud. Ecco perché abbiamo deciso di usare anche l’arma del referendum, - annuncia Landini - oltre che quella della contrattazione collettiva, della mobilitazione e della raccolta firme per leggi di iniziativa popolare con le nostre proposte su lavoro, sanità, lotta alla povertà". "Con la Uil - prosegue - avevamo preso un impegno in autunno con i lavoratori. Senza risposte, avremmo proseguito. Non sono arrivate risposte. Anzi la situazione peggiora. Si continua a morire sul lavoro. E dopo Firenze non è stata aperta alcuna vera trattativa. L’11 aprile scioperiamo per la salute e sicurezza e una riforma fiscale giusta". "La mobilitazione per nuove politiche industriali è solo all’inizio". Il segretario generale della Cgil annuncia quindi le prossime date: a Roma il 20 aprile "sulla sanità che non funziona", il 25 aprile a Milano "contro la guerra, per la libertà e democrazia e per celebrare la vittoria sul nazifascismo. Infine il 25 maggio a Napoli con tutte le associazioni della Via Maestra per applicare la Costituzione e unire il Paese contro l’autonomia differenziata. Se il governo va avanti su questo, valutiamo anche il referendum abrogativo" conclude Landini.
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