Una mossa per poter riaprire i giardini nella frazione di Brogo San Martino attualmente dell’Arsial
19 Novembre 2024 - 09:00
25 Febbraio 2026 - 14:16
CERVETERI – Un piccolo passo in avanti c’è stato dopo la chiusura del parco della frazione di Borgo San Martino. E cioè l’avvio delle procedure per l'acquisizione a patrimonio comunale del giardino adibito a parchi giochi e campo da calcetto in località Borgo San Martino, attualmente di proprietà Arsial. Una mossa fondamentale affinché il Granarone riesca in qualche modo ad avere titolo per poter accedere a finanziamenti pubblici finalizzati alla sistemazione e alla manutenzione dell'intera area, unico punto di ritrovo e aggregazione di un sito attualmente interdetto ai fruitori. Un danno soprattutto per i bambini e per le rispettive famiglie che portavano i loro figli a giocare. L’Arsial ha deciso di chiudere i cancelli dopo la segnalazione dello stesso comune di Cerveteri che si era rivolto all’Ente per cercare di sistemare un po' i giardinetti in seguito ad un’altra lettera di alcuni genitori pronti a puntare l’indice sul degrado e le condizioni di alcuni arredi. A presentare questa mozione in aula consiliare è stato il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luigino Bucchi. L’esponente di opposizione sin dal giorno della chiusura dell’area verde si è attivato per cercare di trovare una soluzione ma fin quando il comune non metterà in pratica i vari cambiamenti burocratici per la felicità dei residenti di Borgo San Martino che comunque ad oggi sono senza parco. «Questa ed altre mozioni in questione – precisa il consigliere Bucchi - sono tutte relative a problemi ultradecennali di interesse collettivo. Dopo tre sospensioni del consiglio, prima di procedere al voto e, dopo un animato dibattito e scaramucce tra maggioranza, opposizione e il sottoscritto, sono state approvate all'unanimità dei presenti».
LA STORIA
Il parco giochi era nato grazie alla manodopera di giovani volontari e di libere offerte di molti cittadini e nel corso degli anni è diventato un punto di gioco e di incontro per i più piccoli in un contesto di case sparse e in una località dove molti sono i servizi mancanti, in particolar modo quelli ricreativi. La palla ora passa all’amministrazione comunale.
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