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L'INTERVENTO

Barriere anti erosione, commissioni di gara alle battute finali. Poi al via i lavori a mare

Cantieri in primavera con barriere sommerse a 100-150 m, 19 mesi di lavori e allarme per la Palude di Torre Flavia

Barriere anti erosione, commissioni di gara alle battute finali. Poi al via i lavori a mare

LADISPOLI - La realizzazione delle scogliere per salvare la costa dall'erosione che in questi anni ha nettamente ridotto gli arenili su tutta la fascia costiera ladispolana entra nel vivo. Lunedì prossimo al via con la riunione in commissione. A seguire, poi, l'aggiudicazione vera e propria. Il tutto con un contributo di 10milioni messo sul piatto dalla Regione Lazio.

«Si sta proseguendo con la valutazione delle offerte da parte della commissione di gara – ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici, Marco Pierini – e all’inizio della prossima settimana ci sarà un ulteriore incontro. L'aggiudicazione è in programma per i primi di aprile. Sicuramente se non ci saranno ricorsi si darà inizio ai lavori prima dell’estate. Chiaramente c’è da stabilire come e da dove ma ci siamo quasi».

Ad annunciare l’avvio dei cantieri già in primavera, quindi prima che la stagione estiva parta, era stata la stessa Regione durante una conferenza stampa a cui avevano preso parte il vicepresidente della Pisana Roberta Angelilli l'assessore regionale al Demanio Marittimo Fabrizio Ghera. Ancora da definire da dove si partirà. Se dal lungomare Marco Polo o da Marina di Palo. Difficile invece immaginare che i lavori partiranno dal lungomare Regina Elena che, come l'area a nord (quella del lungomare Marco Polo) è l'area più compromessa dalle mareggiate.

I lavori comunque sono destinati a durare un bel po', con una pausa durante la stagione estiva, per poi ripartire ad ottobre. Il cronoprogramma prevede 19 mesi intensi, se non di più. Bisognerà convivere con mezzi e operai che, si spera, non saranno impattanti per gli operatori del settore e per chi usufruirà degli arenili. Il progetto, come spiegato da Filippo Moretti, consigliere comunale e delegato alle Aree protette di Ladispoli, dovrebbe prevedere la realizzazione di barriere soffolte non visibili e ancorate a terra fino a dei pannelli verticali.

Saranno posizionate a 100, massimo 150 metri dalla costa e le scogliere che ci sono già verranno rimodellate. Di tutto questo ne beneficeranno naturalmente le spiagge libere in alcuni tratti diminuite del 50%.

A proposito, a nord preoccupa tantissimo la situazione della Palude di Torre Flavia. Le onde hanno invaso le staccionate, le dune mediterranee avvicinandosi pericolosamente allo stagno d’acqua dolce.

Tutto questo rischi di creare gravi ripercussioni all’habitat floreale e faunistico della riserva protetta da Città Metropolitana di Roma Capitale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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